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lunedì, 01 ottobre 2007, 11:23

Ecco si, salve, buongiorno genltemen.

Per vostra informazione sto scrivendo un post piuttosto acido sui problemi di coppia nel mondo d'oggi che vedrete pubblicato a breve, come la mia stupida vita me lo permetterà.

Intanto mi sono reso conto che ho sbagliato molto nella mia vita, in particolar modo per quanto riguarda il blog.


Perché cerco argomenti interessanti?

Perché tento di creare un dialogo, una polemica, un confronto?

Perché non pubblico foto di culi in bianco e nero spacciandoli per arte?

Perché non racconto solo i cazzi miei?

Perché non copio testi di canzoni, film e libri per elevarmi culturalmente?

Perché non invoco il potere delle fate, degli angeli, dei tarocchi, delle nonne morte, delle nuvole e di tutte queste stronzate?

Non lo so.

L'unica certezza è che il Joker esiste.
Ed ha un blog.


almetta.splinder.com/
Altri riferimenti:

willafoto.splinder.com/

sapana.splinder.com/

sognoxnotte.splinder.com/


A presto signori, con nuove, divertenti, fantasmagoriche, avventure del vostro eroe.

Sinceramente e con immutata stima
C.W.

==============

EDIT:



(ho bisogno di un nuovo hobby)

Wrote in mondo di internet
commenti (31)

Sono un troll di settantesimo...

mercoledì, 06 giugno 2007, 13:50



Salve gentlemen, la mia vita scorre placida in una sorta di brodo primordiale fatto di psicosi e libri.

Io ed i miei colleghi stiamo studiando solo ed unicamente cose che non ci interessano, centinaia di pagine, decine di libri privi di qualsiasi scintilla intellettuale; solo date, nomi, periodi, numero dei morti nella tal guerra, traduzioni di testi.
Stiamo diventando dei perfetti concorrenti da show televisivo, delle macchine da memoria in grado di memorizzare elenchi del telefono, libri sacri o opuscoli medici.

A parte questo il mondo mi sorride.

Sono più vecchio di un anno e nulla è cambiato, sono circondato da arcobaleni gay ed unicorni con tumori grossi come meloni.

Sono qui oggi per parlarvi di un fenomeno che mi coinvolge molto da vicino e che darà modo al mio enorme ego di scagliare fulmini e saette contro tutto e tutti, come piace fare a noi giovani d’oggi.


Il fenomeno che prenderò in analisi è quello dei TROLL.
Stando alla definizione di Wikipedia:

Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog, per troll si intende un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.
Spesso l'obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un'annosa religion war).
In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono.
Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme derivate come il verbo trollare ("comportarsi come un troll"), o essere trollato ("cadere nella trappola di un troll" rispondendo a tono alle sue provocazioni).

Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale.


Bene, quindi una testa di cazzo può mandare a puttane un progetto intelligente, mirabile, perfetto.

Un pò come se Platone, dopo aver dimostrato con perizia una legge incontrovertibile dell’universo, si beccasse due calci in faccia ed un vaffanculo.

La democrazia della violenza è un percorso di ascesi.

Un pò come le torte in faccia a Bill Gates, un pò come correre nudi per Wimbledon con scritto sul culo “fottetevi”, un pò come lanciare merda sul parlamento o inondare di sangue di vacca i ricchi bastardi che vanno alla scala con addosso animali morti.

E’ tutta la stessa brodaglia, funziona tutto alla stesso modo; a nessuno interessa la vera giustizia, solo una plateale, fulminea, incredibile smerdata.

Perchè un: “Taci idiota, hai la merda nel cervello!” detto nel momento giusto vanificherebbe anche le teorie di Gandhi.

E quindi “Negro, vai a mangiare le banane!” a Marthin Luther King, “Frocio di merda mangiapannocchie” a Cecchi Paone, “La vedrei bene in un film sugli S.S.!” ad un ministro tedesco, “Spastico del cazzo” ad Hawkins, “Vegetale che si smerda le mutande” ad Ambrogio Fogar e via così.
Ho persino letto da qualche parte che Gesù ed i suoi discepoli erano un esempio perfetto di una comune gay in stile Los Angeles anni ’60 - ‘70.
Bene, benissimo, ora Gesù si inculava con Pietro e con gli altri pescatori di anime.
E vai col liscio.

In questo clima di grandi dichiarazioni bibliche posso dire, senza alcuna vergogna, di essere un troll.
Appartengo orgogliosamente alla categoria di quelle teste di cazzo che vanno in giro per internet, mortalmente annoiati e stanchi di non avere alternative valide in una vita al rallentatore, che sparano commenti lapidari su tutto e tutti, come se avessero la verità in tasca, in comode compresse idrosolubili.

Nella mia lunga carriera ho individuato alcuni stereotipi di blogger di cui vi voglio rendere partecipi:

Quelli che “sono un poeta”:
metrica inesistente, inutili tentativi di utilizzare parole fuori dal comune per impressionare il popolo attonito di lettori che, rincoglioniti, ammirano la leggerezza del fraseggio e la squallida imitazione di qualche grande nume del genere.
Inutile dire che gli argomenti preferiti di questi “poeti” sono l’amore e la loro difficile vita in questo mondo triste e vuoto.
In questi casi consiglio un attacco diretto al loro modo di scrivere, alla loro incapacità di trasmettere emozioni o al fatto che la loro creazione sia solo la brutta copia di un capolavoro esistente.

Quelli che “la mia vita è interessante”:
attenzione, non parlo di siti come ad esempio Barbara di Causa Crisi che rende la vita comune una ilare pantomima dove la nostra protagonista, inevitabilmente soccombe, alzando la testa solo per prendere un’altra bastonata. Qui si intendono tutti coloro che hanno preso lo spazio-blog per una seduta gratuita di uno psicologo calmo, coglione ed accondiscendente.
I proprietari di questi spazi sono profondamente convinti di essere gli unici detentori di vita; quindi diventa indispensabile sapere che “la Giusy ha mandato a cagare Ale ma poi si è ricreduta e madò, dovevi vedere che faccia, poi è arrivata la Betta e lì è successo un casino” o che “Minchia oh, ho preso un 3 in italiano e quella stronza della prof mi ha detto che mi mette 4 in pagella, oh che incazzatura”, ecc...
Diciamolo chiaramente ed in maniera tale che nessuno, in alcuna circostanza possa fraintendere il nostro messaggio: non ce ne fotte un cazzo della vostra vita; siamo blogger, piante carnivore che si nutrono di leccate di culo, commenti e visite giornaliere, siamo qui per essere adulati, amati, divorati quindi, gentilmente crepa nel tuo buco di merda e restaci.

Menzione speciale per coloro che non solo rientrano nella categoria sopraccitata ma che ne infangano, ove possibile, ulteriormente il nome; si tratta di quelli che: “la mia vita è un pozzo di sofferenza”.
E qui mi rivolgo a tutte le “anime infrante”, a tutti coloro per cui questa pazza, pazza vita non è altro che sofferenza, intimo dolore e personali considerazioni sulla morte, sul suicidio che, giorno dopo giorno, meritano di essere vomitate sullo spazio pubblico di internet.
E’ essenziale, a parer mio, chiarire a questi individui che la loro presenza nell’etere e nel mondo dei vivi è superflua, priva di qualsiasi utilità pratica o morale la vita di queste larve rotola fra un lamento, un singhiozzo ed un bla bla bla di polsi recisi, di cappi al collo, di lacrime di sangue, angeli caduti, pillole ingerite e cazzate di questo tipo.
Dio, se esisti, dai la forza a costoro di realizzare i loro intenti, diciamoci la verità, anche tu saresti contento, su a me puoi dirlo.

Vorrei concludere questa breve carrellata con forse la razza di persone più incompetenti, inutilmente vive e disgraziatamente senzienti che questo bordello riesca ad ospitare: quelli che: “sono un artista e mostro il mio corpo”.
Per lo più stronzette in cerca di attenzioni queste camwhore vivono di masturbazioni e di commenti sbavanti del demente pubblico bloggesco; fin qui niente di nuovo sotto il sole.
Il problema è quando un bel paio di tette, fotografate in una buona angolazione e, fin troppo spesso  in una luce crepuscolare diventano “arte”.
Ok, non sono esattamente propenso a giudicare arte ogni cosa prodotta dalla mente umana.

Ma
Che
Cazzo!

Fermiamoci un momento a pensare.
Ci sarà pur una piccola differenza da un paio di tette ed un Monet, un Renoir, persino un Warhol.
Se non vedete questo enorme crepaccio voluto da Geovaiddio fra una stronzata ed una immortale e stracazzutissima opera d’arte allora andate a fare in culo.
No, sul serio, con tutto il cuore.

Quindi mie care stronzette capezzolute la vostra non è arte, è solo essere puttane in modo diverso, cosa che vi rende sì particolari ma sempre e comunque miserabili scarti d’umanità.


Noi troll stiamo salvando questa gente da sé stessa.
Noi siamo quelli che richiamano la loro attenzione sulle loro illusioni che si andranno prima o poi a schiantare contro qualche cazzo di gigantesco iceberg la fuori, nel mondo vero.

Perché se non sai scrivere è inutile provarci, non siamo in un film degli anni ’80.

Perché se nessuno ti accetta non è per colpa del mondo cattivo, è colpa tua che non ti fai voler bene o puzzi o sei antipatico o hai un carattere di merda o tutte queste cose insieme.

Perché se sei brutta e grassa e complessata ti devi arrendere all’evidenza, non siamo al “Brutto anatroccolo” e non interverrà nessun transessuale obeso a salvarti.

Perché se hai dei problemi in famiglia a nessuno fotte un cazzo di niente qui, nella stessa di internet, vai da un consulente familiare, da un parroco, da scientology, ma non qui.

Qui c’è solo morte, disperazione, menefreghismo e commenti finto-dispiaciuti per attirare utenti sul proprio spazio, per far salire il contatore, per aumentare in popolarità.

Se devi piagnucolare vai da qualcuno a cui freghi qualcosa.

In un certo senso essere troll è una missione umanitaria, una selezione finissima fra migliaia di casi umani, una sorta di reality continuo in cui i deboli , grazie a Dio, soccombono.

Essere troll quindi non è male, anzi.
E’ la più pura espressione della libertà di parola, del disgusto genuino della comunità di internet, la voce più pura dell’anonimato virtuale, un diritto ed un dovere di ogni utente della rete.
E’ la capacità di mandare a fare in culo chi odiate, chi non sopportate o semplicemente chi non rispettate.
E’ la libertà nella sua forma più anarchica ed incontrollabile, è il nostro ego che, una volta libero, dimostra quanto infimi, disgustosi e perfetti possiamo essere; è un buon modo per sfogarsi, leggere e commentare stronzate, scrivere frasi lapidarie e divertenti.

Essere troll per me non è una stronzata da quattro soldi dunque, è uno stato d’essere che si traduce anche nella vita reale con sarcasmo, ironia ed una buona dose di insofferenza verso tutto.
E’ anche questo che crea l’immagine di noi nerd agli occhi del popolo “normale”: frustrati bastardelli con troppo tempo libero e pochissimo sesso alle loro spalle; nonostante tutto questo sia tremendamente vero non riesco a non provare un affetto viscerale per tutti quegli sconfitti che fanno della critica, della provocazione e della polemica uno stile di vita.

Esistono ovviamente, anche i troll cattivi, coloro che usano il proprio anonimato come scudo per le proprie stronzate; questi potenziali serial killer sono probabilmente ragazzini quindicenni che, nel pieno della noia di una lezione di informatica decidono di dare una svolta alla loro stronzissima giornata con un pò di terrorismo ideologico.
O sono dei mediocri impiegati con moglie e figli, stanchi di tutto e senza più occhi e con ragni al posto delle dita.

Geovaiddio, fai che siano dei ragazzini brufolosi...

Qualunque sia il loro background questi miserabili puntano solo a strappare quel piccolo imene che separa lo spirito dalla barbarie, la zona grigia che divide uno stupratore da un macho, un pedofilo da un prete caritatevole. Oops.

Avete presente la piccola Madeleine?
Occhioni grigio-verdi, caschetto biondo e sorriso degno dei suoi denti traballanti; la bambina scomparsa un paio di mesi fa e mai più ritrovata.
Il sito dedicato al ritrovamento è stato preso d’assalto da centinaia di anonimi che hanno donato il loro veleno in abbondanti cascate di caratteri:

“E’ stata venduta a qualche pedofilo che ora le sta segando le gambe”

“E’ morta”

“L’ho vista morire”

“Sta scopando come una puttana thailandese in qualche bordello vicino ad una autostrada”

Ed altre cose che, vi giuro, erano molto più pesanti.

Inutile dire che la zona dedicata ai messaggi è stata cancellata ed ora per inviare un proprio commento è necessaria una approvazione dei gestori del sito, bel lavoro teste di cazzo.

Qualcuno si è spinto un pò più in la, come sempre succede in queste situazioni del resto; qualche genio sprecato ha partorito questo video che vi consiglio di vedere solo se la vostra soglia di umanità rasenta lo zero:

http://www.liveleak.com/view?i=71a_1179585645

In conclusione concedere spazio internet a queste persone è come iscrivere un fottuto paraplegico ad una gara di corse, un talebano ad una degustazione di salumi, come far morire Terry Schiavo di fame invece che spararle un cazzo di colpo in testa. Oops.

http://www.youtube.com/watch?v=AmJ6FDj9R1k&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=cD0hbg79ftU&mode=related&search=



A presto gentlemen.

Ah, un’ultima cosa: trollatemi il blog per piacere, so che potete dare il meglio di voi; insulti, sberleffi o anche un semplice ‘fanculo saranno bene accetti!

Date serenamente il peggio di voi, so che lo volete.

Wrote in mondo di internet, acide riflessioni
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Sant'Antonio mi odia ed io odio lui

venerdì, 16 marzo 2007, 12:51



Si, è proprio lui, Sant'Antonio.

Che poi nessuno mi ha ancora spiegato perché queste perdite di tempo vengono chiamate  "catene di Sant'Antonio".
Risparmiandoci il palese paragone fra ogni scemo che risponde e gli anelli della suddetta catena proprio non riesco ad immaginare un collegamento sensato.

No perché è proprio strano che un santo mi faccia bestemmiare.

Credo che Dio, lassù nell'alto del suo salotto arredato Ikea, non sia per nulla contento se pensando ad un santo si bestemmia.

Perché, cari gentlemen, è questo che facciamo quando ci arriva una catena di Sant'Antonio, ammettiamolo.
Non fate i santarellini, su, lo so che come vi comportate leggendo le mail: uno sguardo  veloce ai mittenti, l'attenta cancellazione dello spam, la visualizzazione della corrispondenza di lavoro e poi la ciliegina, le mail degli amici.

Ed è qui che arrivano le bestemmie.

Gattini che vi dicono che il mondo è colorato, bello e buffo; proprio il giorno in cui vi hanno licenziato un cazzo di gatto addormentato su un gomitolo spara frasi alla Confucio del tipo: "anche quando sei nell'oscurità ci sarà sempre una luce per te".

Il giorno dopo una serata alcolica aprite la vostra casella di posta ed eccola li: musichetta in stile suoneria tamarra, slide a dissolvenza secondo lo stile matrimonio anni ’90, e gattini, bambini giocosi, verdi paesaggi e voli di uccelli.

E frasi sagge.

E retorica, pessima retorica da bordello o da funerale.

E saggezza cinese del cazzo che se non la mandi ad altri 15 stronzi ti porterà sfiga per tutto il resto della tua miserabile vita da miscredente.

E via in un turbine di vincite milionarie per posta, chiamate di sky, telecom, la 3, geova.

Eccolo li, in tutta la sua conturbante bellezza da martire che osserva, benedice e catalizza le bestemmie contro la propria persona e l'inconcepibile essenza che è Dio.

Deve essere proprio un bel mestiere essere fabbro di catene che portano il tuo nome.

Un po’ come il signor Michelin, Giovanni Rana ed il dottor Pirelli.


Veniamo dunque al nostro anello, purtroppo non vibrante.
Come da indicazioni datemi da Novecento, Teiluj e Postumo mi appresto a presentarvi i tre libri che 
più mi hanno colpito positivamente ed i tre che potevo anche avanzare di leggere.

Ad onor del vero ho scelto libri che non fossero i classici Lovecraft, Stevenson, Poe, Palahniuk, Hesse, Thompson, Dante, Lansdale e compagnia per evitare ripetizioni dei post precedenti e non tritarvi i testicoli più di tanto.


Veniamo dunque ad i libri che mi hanno colpito positivamente:


"Casa d'altri"
Silvio D'Arzo



[...] - Ecco - disse lei a voce anche più bassa - Nella lettera c'era scritto se in qualche caso speciale, tutto diverso dagli altri, senza voler fare dispetto a nessuno - e quando è proprio come stare a dozzina, dimodoché non si può neanche chiamar casa tua - qualcuno potesse avere il permesso d'andarsene.
Nella lettera c'era scritto così. Tale e quale.
Mi voltai senza aver ben capito.
E scoraggiato.
E anche un po’ deluso.
- Anche...anche uccidersi, sì - spiegò lei con tranquillità da bambina.
E si mise a guardarsi gli zoccoli.
E a lisciarsi il grembiule.
E taceva.
Tutto questo mi prese così all'improvviso che sul momento non mi venne parola. Non riuscivo 
a trovarne, vi dico.
Ma poi no: non fu neanche così: alla bocca mi salirono parole e parole 
e raccomandazioni e consigli e "per carità" e "cosa dite" e "ma andiamo" e prediche e pagine 
intere e tutto quel che volete.
Tutte cose d'altri tempi, però: vecchie nevi dell'anno passato: e per di più dette mille e una volta.
Di mio non una mezza parola: e lì invece ci voleva qualcosa di nuovo e di mio, e tutto il resto era meno che niente.
Dio, che gran  trappola, però, le parole! [...]


Unica opera di D'Arzo, morto giovanissimo e sempre vissuto nelle montagne in provincia di Reggio Emilia, questo libro parla non solo di vita vera e della difficile condizione esistenziale di un parroco di un piccolo centro abitato nel cuore delle montagne, questo testo ci fa riflettere, con la concreta saggezza dei testi di Davide Van De Sfroos ed i sorrisi dei nostri nonni.
Ho scoperto questo capolavoro grazie al mio professore di letteratura italiana contemporanea, uomo fantastico e colto da far schifo con il quale ho avuto il piacere di discutere per un buon 40 minuti sull'argomento "Casa d'altri".
Cosa si prova dunque a vivere a casa d'altri?
E' vivere come polli in gabbia, brucare erba ogni giorno come una capra e vedere alle proprie spalle una settantina di inverni, sempre tutti uguali, cristallizzati come i fossi, è voler morire, ma senza disturbare nessuno, chiedendo aiuto ad un vecchio parroco di buone maniere.


"Pulp"
Charles Bukowski



[...] Arrivò una cameriera abbigliata in una tenuta assurda: una tuta sportiva rosa, con del cotone che le rialzava i seni.
Fece un sorriso orribile, mostrando un dente d'oro.
Aveva gli occhi vuoti.
"Che cosa prendi, tesoro?" Aveva una voce stridente.

"Due bottiglie di birra. Senza bicchiere"

"Due bottiglie, tesoro?"

"Sì."

"Di che marca?"

"Cinese."

"Cinese?"

"Due bottiglie di birra cinese. Senza bicchiere."

"Posso farti una domanda?"

"Sì."

"Le berrai tutte e due, le birre?"

"Spero di sì"

"E allora perché non ne bevi una, e poi ordini l'altra? Così non perdi la calma."

"Voglio fare così. C'è una ragione, credo."

"Scoprila, quella ragione, tesoro, dimmela..."

"Perché dovrei dirtela? Forse voglio tenerla per me."

"Senta signore, non abbiamo l'obbligo di servirla. Ci riserviamo il diritto di rifiutarci di servire chiunque."

"Vuoi dire che non mi servirai perché ordino due birre cinesi e mi rifiuto di dirti il perché?"

"Non ho detto che non la serviremo, ho detto che ci riserviamo il diritto di non farlo."

"Senti,la ragione è la sicurezza, un inconscio bisogno di sicurezza. Ho avuto un'infanzia infelice. Due bottiglie alla volta riempiono un vuoto che ha bisogno di essere colmato. Forse. Non ne sono certo."

"Tesoro, devo dirti una cosa. Hai bisogno di andare da uno strizzacervelli."

"D'accordo. Ma finché non ne trovo uno, posso avere due bottiglie di birra cinese?" [...]


Perché il vecchio Buk?
Perché scrive come un Dio, ha una sensibilità che solo la sua vita ha saputo tirare fuori, perché ogni volta che parlo di lui mi commuovo e perché è un vero martire, necessario e compianto.
Questo libro mi è stato regalato per il mio scorso compleanno da uno dei miei migliori amici che ancora ringrazio per la possibilità che mi ha dato nello scoprire dal di dentro questo autore di cui tutti dovremmo mangiare le feci da qui alla fine dei secoli.


"Heir of mistery"
Philip Ardagh



[testo tradotto dall'inglese per mia stessa mano]

Come prima cosa e più importante fra tutte, questo è un libro sulla morte.
Okay, non inizia con una morte effettiva [...] ma ne troverete molta all'interno del libro.
La vita è così, mi dispiace.
Pensate, se non avessimo la morte, questo piccolo pianeta che noi chiamiamo casa sarebbe un posto davvero sovrappopolato. [...]
Al momento del nostro compleanno, non riceveremmo solo un biglietto dai nostri nonni ma anche dai nostri bis-nonni, e dai nostri bis-bis-nonni e così ancora e ancora sino ad alcune coppie (che dovrebbero assomigliare pressappoco a delle 
scimmie, se vogliamo basarci sulle teorie di Charles Darwin) la cui l'idea di divertimento è una giornata passata a cacciare e raccogliere bacche, ed ai cui occhi un biglietto potrebbe essere solo uno strano tipo di foglia, piegata in due e colorata da una parte. [...]
Le persone nascono.
Le persone crescono.
Le persone hanno dei figli.
Le persone invecchiano.
Le persone muoiono.
I figli di quelle persone crescono ed hanno figli a loro volta ed a loro volta muoiono, ed è così che la grande ruota continua a girare. [...]
Mi piacciono le diverse stagioni.
Mi piace l'estate solare e l'inverno innevato. Mi piacciono le croccanti e dorate foglie autunnali e la fresca e verde erba di primavera.
Mi dispiace e provo pietà per coloro che vivono tutto l'anno sotto i brillanti raggi del sole. [...]
La pioggia in questo libro è una pioggia spietata. E' torrenziale – fatto che ci spiega perché venga giù a torrenti - è fredda e soprattutto sembra infinita. [...]

Questa favola per bambini non è attualmente disponibile in Italia ma facendo una piccola  ricerca su Ardagh capirete come questo geniale autore abbia incentrato la sua vita verso la  narrativa per bambini e giovani ragazzi.
Calma.
Non è quel libro alla "Pippy scopre la città" o "Jhonny non ascolta gli sconosciuti"; sono favole dal sapore e dallo humor nero, capaci di avvincere anche un giovane anziano come me.
Questo libro in particolare poi è stato acquistato in uno dei posti più magici che abbia mai visitato: la fondazione Shakespeare a Parigi in una strada defilata all'ombra di Notre Dame, in una fredda giornata di sole di un capodanno piuttosto inconsueto; accompagnato da due  graziose dame e da due amici di certo non comuni.
Insomma il libro dei ricordi, felici o meno.


Passiamo ai libri che mi hanno fatto proprio schifo, di questi non citerò dei passi perché 
sinceramente, oltre a non averne voglia non ne vedo nemmeno l'utilità pratica.


"Jack frusciante è uscito dal gruppo"
Enrico Brizzi

Questo cazzo di libro ha aperto una stagione di 4 nella mia immacolata media in italiano alle superiori.
Per partito preso ho rifiutato di leggere per intero questo ammasso di stronzate che, oltre ad essere stucchevolmente giovanile, non presenta la benché minima sorpresa.
Tutto è così finto-grunge che se avesse ancora occhi per piangere qualcuno di Seattle verserebbe lacrime amare.
La trovata dell'amico drogato-autolesionista-personalità-borderline è davvero una cagata da oratorio, il libro per mamma e papà insomma, che si credono fighi perché possono credere di capire i gggiovani.


"Follia"
Patrick McGrath

Libro del cazzo per antonomasia, storia tragicomica di un amore fra una ricca puttana ed un folle in uno dei tanti manicomi stile Bram Stocker.
Da notare la scena della morte del figlio della protagonista, degna di uno di quei film verità tipo : “Donne al bivio” o stronzate simili.
Idee banali e da piccolo show pomeridiano, atmosfera pessima, situazioni paradossalmente noiose.


“Piccoli delitti del cazzo”
Jason Starr

Questo è uno dei tanti libri che mi hanno convinto a provare la carriera dello scrittore.
No perché se pubblicano certa immondizia allora cazzo, io voglio il Pulitzer.
Storia di un uomo molto muscoloso e strappamutande che lavora come barista in diversi locali di Los Angeles (o una città simile), un arrivista ed un piccolo criminale che si arrangia racimolando soldi a destra e a manca con alcuni delitti di poco conto.
Fin qui tutto bene.
La trama purtroppo perde di consistenza dopo le prime 20 pagine, il protagonista è messo continuamente di fronte alla scelta “farlo o non farlo?!” ed ovviamente, manco a dirlo, prende sempre la strada del Male.
Sceneggiato peggio del prequel di Guerre Stellari, con personaggi di uno spessore che al confronto Topolino sembra uscito da “La vita è sogno” , situazioni talmente ripetitive da farci sembrare un libro di Moccia come un incredibile avventura ricca di colpi di scena.
Libro da spessore per un tavolino traballante.



La mia parte l’ho fatta.

Per la poca carità cristiana che batte nel mio piccole cuore rattrappito non passo la catena a nessuno ma se qualcuno se la sentisse di commentare con le proprie opinioni qualche libro in suo possesso non sarebbe male altrimenti, oh, ci abbiamo provato!

A presto gentlemen e dite anche voi no alle catene di Sant’Antonio.
Uniti possiamo farcela.

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Look at me

sabato, 13 gennaio 2007, 18:43



Regola del contrappasso: la punizione che subirà il peccatore sarà direttamente proporzionata alle azione compiute in precedenza e con questa avrà un rapporto o diretto o inverso.
Nel mio caso diretto, direttissimo.
Io ho fatto cacare addosso mio padre.
Ed ora sono io quello che si caca addosso.
Nulla di più scontato.
Dopo un mese e mezzo passato a studiare notte e giorno quando dovevo prendermi un attacco fulminante di influenza intestinale?
Ma ovviamente il giorno stesso dell'esame!
Questo comporta lo spreco di litri e litri di liquami corporei usciti da diversi buchi del corpo in ordine sparso ed una discreta sequenza di bestemmie.

Vista dal vostro punto di vista sarà una cosa indubbiamente spassosa ma essere per mezza giornata un geyser di merda non è proprio il massimo della vita.

A parte questo rieccomi qui, salve gentlemen, come andiamo?
Qui piuttosto bene, geyser a parte ovviamente.

Durante la mia assenza ho fatto tutti i compitini ed eccovi quindi una dettagliata o quasi ricerca su un fenomeno di costume che mi inquieta assai.


Il mondo dei blogger si sa, è composto da persone disadattate, con seri problemi comportamentali ed un insano desiderio di manifestare al mondo la propria presenza.

Se credere di non ricadere in questo profilo non preoccupatevi, la vostra sordida coscienza sta solo cercando di svicolare ma presto vi renderete conto che lo spazio che con tanto affetto gestiamo e coccoliamo è solo un piccolo pene da massaggiare giornalmente.

Miei cari gentlemen, oggi vorrei porre la vostra attenzione su un fenomeno strettamente legato ai blog ed al nuovo modo di intendere la tecnologia in genere: il camwhoring.
Se volessi tradurre pari pari direi che il termine significa " fare le troie con una webcam ".

Ma ovviamente non è solo questo, è molto molto di più.
Internet infatti, per quanto si possa lucidare e biasimare non è altro che un pozzo senza fondo di stupidità, idiozia autolesionista e mancata realizzazione; il perfetto habitat di coloro che solitamente sono allontanati dalla società, chiamati freak, geek, nerd ecc...

Ed in questo magico mondo incantantato ci sono delle fatine che si muovono svolazzando con le loro variopinte ali di farfalla facendo vedere fica, tette e culo.
Fin qui nulla di nuovo, le bagascie sono sempre esistite e di certo internet in questo caso non ha scoperto nulla di nuovo.
Qualcuno ha presente quell'esperimento psicologico di inizio XX secolo in cui in una stanza c'erano due scimmie, diverse casse ed una banana appesa ad un filo a 3 metri d'altezza?

Ecco, questa combinazione mortifera ha creato quello di cui vi sto per parlare.


La Camwhore Syndrome è un termine in slang per identificare un preciso disturbo della personalità chiamato "Disordine della personalità istrionica" o "Histrionic personality disorder" leggermente mischiato con un disturbo narcisistico della personalità.
Questi episodi solitamente si manifestano in situazioni prive di attenzioni da parte di eventuali partner, in mancanza di figure autoritarie o generalmente in persone con uno spiccato bisogno di attenzione.

Coloro che sono affette dalla Camwhore Syndrome si chiamano, ovviamente, Camwhore.
Ecco un piccolo elenco dei principali atteggiamenti che si possono riscontrare in una Camwhore:

*     Costante ricerca di rassicurazione e approvazione

*     Comportamenti melodrammatici caratterizzati da eccessi emozionali

*     Ipersensibilità verso le critiche ricevute

*     Inappropriato comportamento seduttivo o caratteriale

*     Eccessiva preoccupazione per l'aspetto esteriore

*     Un bisogno eccessivo di essere al centro dell'attenzione

*     Bassa tolleranza per frustrazioni o gratificazioni conseguite dopo molto tempo

*     Estrema rapidità nel passare da uno stato emozionale ad un altro

*     Le sue opinioni sono facilmente influenzabili dalle altre persone

*     Tendenza a credere che i propri rapporti affettivi siano molto più profondi di quanto in effetti siano in realtà

Perchè tutto questo dunque?

La ragione è semplice: le Camwhores sono persone bisognose.
Questo può provenire dalla loro vita (mancanza di affetto familiare, paterno, sentimentale ecc...) o solamente dal desiderio di essere notati.
Le Camwhores per definizione tentanto di attirare l'affetto, l'amore e il desiderio di persone sconosciute con atteggiamente che ritengono possano essere utili a tale scopo.

Per venire incontro a questo desiderio spesso le Camwhores si circondano di uomini-zerbino che osannano la loro bellezza e rassicurano continuamente il loro ego con atteggiamenti servili e poco dignitosi per entrambi.
Essere dalla parte del torto per una Camwhores è una sensazione devastante, per una serie di motivi differenti fra i quali spicca sicuramente l'essere in cattiva luce e quindi tornare in quella zona grigria di vita in cui erano prima relegate.

Questo può forse spiegare il comportamento delle Camwhores ma ovviamente, ha una parte fondamentale anche il pubblico che incita, sostiene e sprona questo tipo di comportamento.

Se lo scopo delle Camwhores è ricevere le attenzioni di un pubblico estasiato e accondiscendente la finalità con cui un utente anonimo della rete si avvicina ad una ragazza con questo tipo di problemi è ottenere allusioni sessuali o ammiccamenti on-demand.

E così si chiude il cerchio della vita come canterebbe il cazzo di re leone; questo è il microcosmo della disperazione via etere.

Fin qui il fenomeno assume proporzioni quasi umane se non fosse per la tendenza con cui questo tipo di mode si allarga e perde ogni contatto con la realtà oggettiva dei fatti.

Da questo punto in poi tutto si smerda e diventa torbido, come molte cose in rete.
Abbiamo quindi in rapida carrellata:

*     videochat per incontri dove 55enni mostrano il loro buco del culo perfettamente depilato e disposto ad accogliere ogni tipo di utensile casalingo

*     il fenomeno delle Jailbait, ragazzine un pò troppo puttane in periferia dei 18 anni che mostrano culo, tette (se presenti) e quant'altro

*     video su youtube di 14enni che emulano shakira a culo di fuori

*    Stickam.com , sito dedicato al camwhoring dove chiunque disponga di un account è in grado di mostrare i cazzi suoi (letteralmente) al mondo intero

*     creazione di siti che emulano googlevideo o youtube dedicati ovviamente alle performance di Camwhore, Jailbait e dintorni

*     giovani coppie che mangiano merda a favore di telecamera

*     ragazzine che si scrivono sulla fronte frasi come: "Sam Rules" oppure "Eat shit and die, fag"

*     giovanette che si vestono da gatta per poi mettersi in testa file di scarpe, calze e quant'altro per battere il record sancito da qualche altra Camwhore dall'altra parte del mondo

*     obese ventenni che usano la propria pancia come un enorme cumulo di pongo con tanto di faccine colorate, dediche e video di danza del ventre

Come sempre in queste difficili questioni mi schiero dalla parte della crudeltà e del cattivo gusto, della mancata intelligenza e dello sfruttamento di questi fenomeni.

Su 4chan ovviamente questo trend ha fatto storia e spesso quei maledetti malati organizzano veri e propri raid in chat erotiche o private; lo scopo è, principalmente, condurre alle lacrime la Camwhore oppure costringerla a fare cose stupide e assurde.
Per ogni persona kickata o bannata altre 3 prenderanno il suo posto ed in tempo reale saranno postate immagini di quello che accade con una dettagliata descrizione dei momenti salienti.

Ho visto con i miei occhi una aspirante spogliarellista asiatica e la sua corte dei miracoli: una decina di nerd con nomi altisonanti come L0rdT3rr0r, S4vege, Nick Fury, Naruto ecc... pregare, letteralmente pregare, per vedere una spalletta del reggiseno, l'incavo del seno, l'interno della bocca, i piedi.

Poi è arrivato 4chan.

Inizialmente i commenti erano positivi e accondiscendenti poi, dopo le prime scritte sul volto, le scarpe sulla testa, le imitazioni di animali ecco che arriva il vero spirito della rete.

Un utente rivela che il suo show è trasmesso in un canale dove migliaia di persone la stanno sfottendo e le posta il link; la tizia va a controllare ed inizialmente orgasma per la notorietà acquisita, per il raggiungimento di quello che desiderava.

I suoi sogni si sono realizzati finalmente.

Sul volto non c'è spazio per l'incertezza, solo godimento e realizzazione.

Ha il volto di un profeta in punto di morte.

Tutto questo solo per un minuto; poi 4chan fa il suo lavoro.

"Amore lungo lungo" è il primo commento, "Che mi fai per una ciotola di riso?" è il secondo, "I tuoi genitori vorrebbero questo? Tu che fai la puttana per una scodella di riso mentre loro si spaccano la schiena per mantenerti? Avresti potuto studiare per fare l'infermiera ed aiutare i malati invece sei qui a farci vedere il tuo flaccido culo giallo!" è il terzo. Poi Hiroshima, Nagasaki, musogialla ed altre cose irripetibilli e grottesche.

Arrivano le lacrime, la disperazione, la frantumazione del suo sogno.

Missione compiuta.

Il tutto sarà postato sul sito e servirà a ravvivare la serata di un gruppo di falliti che non ha di meglio da fare.
Il giorno dopo nessuno si ricorderà dell' accaduto ma per una sera la cara ragazza è stata una vera netstar, nel bene e nel male.

Non trovate che ci sia qualcosa di incredibilmente bizzarro e fiabesco in tutto questo?
Una sorta di cappuccetto rosso nuova versione: "non svegliare l'anonimo che dorme" o "stai attenta signorinella, il lupo è prima gentile, poi ingordo!"

Cane grosso mangia cane piccolo, anche in rete.

A presto gentlemen, i miei saluti

P.S.: In allegato qui sotto una aspirante camwhore rovinata dai commenti della rete.


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Cappelli fuori misura, sorrisi e lapidi

domenica, 10 settembre 2006, 05:09

Dopo la mia meritata pausa da tutto l’acidume estivo rieccomi qui, di fronte al vostro giudizio, con un nuovo, orrendo, racconto tratto dal viscoso mondo di internet.
Vi ricordate Mitchell, l'eroe americano che si è fatto saltare la testa per l'i-pod rubato?
Esiste qualcosa di peggiore, cercando all'interno della rete si trova sempre qualcosa che non può deludere le nostre aspettative.
Ma, vi assicuro, quello che vi sto per presentare è un autentico calcio nei coglioni al buon gusto, al rispetto per i defunti, alla vita ed alla morte.

Prima di partire eccovi il link:


http://mydeathspace.com/


Ecco la dicitura del sito:

"Ti diamo la possibilità di ricordare e onorare le recenti morti dei membri di myspace.com.
Per favore siate rispettosi."

Myspace è il gestore più grande al mondo di blog, diari e cose simili, negli Stati Uniti quasi tutti gli adolescenti o chiunque voglia un quarto d’ora di celebrità ha un profilo myspace: teenager ossigenate e puttane, ammaestratori di coccodrilli morti come poveri coglioni, emo, dark, punk in erba ed ovviamente quella corposa fetta di nerd che vivono attaccati al loro pc notte e giorno.

Questo era per farvi capire la vastità del servizio offerto, roba da far bagnare i calzoni di notte ai gestori di splinder.

Per quanto riguarda il rispetto eccovi una breve descrizione di quello che troverete: nella pagina iniziale potremo vedere un porta i-pod con teschio ed una serie di pins anch’esse con il caratteristico logo su sfondo in delicate tinte pastello.
Una spilla a un dollaro.
Non male come affare.
E poi il logo è proprio carino.

I gestori non vogliono certo trascurare l’immagine del servizio che offrono né le polemiche che un sito come questo può generare, per questo possiamo trovare sotto questi simpatici gadget una sfilza di link a discussioni sull’argomento, una zona in cui ogni utente può dare il proprio parere, un forum dedicato agli affezionati ed una sezione dedicata ai miglioramenti di tutta la baracca.

Tutti i comfort per i nostri cari estinti e per i superstiti alla loro morte.

Come un piccolo film-documentario proiettato in loop su un monitor LCD nella lapide.

Come un mazzo di carte lasciato dentro la bara.

Come centinaia di euro spesi per corone di fiori.

Proseguendo nel vero e proprio sito possiamo vedere la processione di cadaveri nelle loro espressioni più radiose: c'è chi sorride, chi fa una smorfia buffa, chi si atteggia a rapper e chi a dark; c'è tutta la gioventù morta che vi potete immaginare.

Oggi sono attive 53 pagine, fitte di morti assurde, casuali, violente, stupide.

Oltre la decima pagina devi essere registrato per avere accesso all’archivio delle morti più datate; dati da inserire, moduli sulla privacy da accettare incondizionatamente, mail di conferma per l’iscrizione al servizio, la solita procedura insomma.

Le pagine sono di facile consultazione: sfondo bianco, nome, cognome, età, il modo in cui è morto il nostro caro ed una simpatica fotografia dell’estinto tratto probabilmente dal suo blog o da un party particolarmente divertente.

Cliccando l’immagine avremo accesso al profilo di myspace del morto, se ci interessa leggere l’articolo relativo alla sua morte per saperne di più basterà un clic sull’apposito collegamento ed ecco fatto: la dimostrazione della morte sotto i nostri occhi, con tanto di particolari in stile Cogne, tanto per deliziare la nostra vena più perversa e voyeristica.

Ed è così, con tutta questa semplicità affettata che conosciamo Colin Wolfe (19), morto in una esplosione in Iraq, la famiglia lo piange e lo reputa un mattone fondamentale sopra il quale verrà costruita la nuova società americana basata sul libero consumismo, vampirismo culturale e pace imposta con la guerra; preventiva per giunta.

Justin Caswll (24), amatissimo sportivo, goldenboy del volontariato, gran viaggiatore, morto per essersi addormentato con il volto affondato nel cuscino; asfissia.

Erica Hicks (16), bellissima ragazza: gambe lunghe e flessuose, volto pulito e grazioso. Causa della morte: un mix di Ecstasy, Cocaina e Methamphetamine, overdose. Martire sull’altare dello scandalo dell’uso di droghe nel Nord Carolina.

Brittany Carleo (17), occhi fiordaliso, capelli color miele ed un volto crucciato e serio. E’ stata seppellita con un maiale di pezza ed un cellulare con tanto di batteria. A quanto dicono i suoi amici era vittima di molestie da più di un anno da parte di Scott Uslan, padre di un suo ex, 42 anni. Dopo l’ennesimo rifiuto l’uomo si è recato al Tropical Smoothie Café dove Brittany lavorava per spararle un colpo dritto in faccia con una .357 Magnum, successivamente ha girato l’arma verso il proprio cranio ed ha fatto fuoco.

Andy Richardson (30), morto con il cranio fracassato durante una rissa ad un concerto dei Korn.

Arielle Daniel (17) e Heather Bates (14), morte suicide gettandosi abbracciate l’una all’altra sotto un treno in corsa. Ci sono testimoni oculari che giurano di aver visto le due passeggiare mano nella mano, scherzare allegramente insieme per poi prendere la decisione finale di comune accordo. Le due famiglie intendono aprire una inchiesta privata perché non ritengono che il suicidio sia una “pista” attendibile.

Il treno aveva più di 100 passeggeri e quando le ha colpite viaggiava ad una velocità di circa 65 miglia orarie, più o meno 104 km/h.

Sui binari sono stati trovati una fotocamera digitare ed un cellulare; Arielle, dice la madre, si interessava di fotografia e continuava a produrre scatti di ogni cosa che la circondava.
La memory card è andata distrutta con l’impatto.

Karlo Gonzales (14), ucciso con il fratello di sette anni a colpi di martello da lavoro. Il colpevole pare essere Robert Toledo, un immigrato clandestino di 24 anni che per 500 dollari ha massacrato i due piccoli Gonzalez e minacciato loro madre dopo l’accaduto.

I volti si inseguono pagina dopo pagina, i sorrisi diventano una semplice esposizione di denti e tutto perde senso, tutto diventa normale, banale.

Così incontriamo Vincent Head (19), Autumn Rose Steinhebel (15), Heather Begeny (22), Casey Jo Walker (20), Garrett Ramsdell (16), Derric James Pieper (17), Levi Duty (23), Steve Irwin (44), Brian Landry (17)...

Basta così.

Sono sufficientemente disgustato da tutto questo per continuare.

Tutto questo mercato di informazioni, dettagliatissime descrizioni dei cadaveri e delle scene del delitto è malsano, sporco, tremendamente sbagliato.

Come in una storia da raccontare attorno al fuoco sembra di vedere le vite delle vittime, di assistere alla loro morte, ad ogni clic uguale, immutabile, cristallizzata.

Non è una questione di immortalità dell’anima, di rispetto per il culto dei morti o delle famiglie; è qualcosa che non va e questo sentimento di esasperato distacco dalla realtà è la cosa più simile al mio stato d’animo quando vedo un sito di questo genere.

In un caso come questo il plastico di Vespa a “Porta a porta” impallidisce, l’intervista ad Annamaria Franzoni con zoom sulle lacrime e microfoni attivi anche nelle pause pubblicitarie sembra uno spot per un detersivo smacchiante.

Queste non sono notizie, sono ricordi.

E’ un obitorio freddo, perlaceo, infinito.

Ogni settimana vengono inseriti 10 nuovi cadaveri, gettati sopra agli altri come in una fossa comune, per consentire all’utente svogliato un’ottimale visione degli aggiornamenti del sito, secondo le migliori regole di gestione di un sito commerciale ecco che le new entry guadagnano maggiore importanza rispetto al prodotto “vecchio”.

Pensate a tutte le fotografie con cappelli buffi e fuori misura, palloncini da festa, make-up esagerato e facce buffe che sono conservate in quel server; tutti quei momenti ora sono notizie e curiosità, raggiungibili da un normalissimo motore di ricerca, merda per statistiche sulla violenza degli ultimi 10 anni.

Se dovessi crepare in qualche modo incredibilmente stupido, vi prego signori, organizzate qualcosa di più originale di un sito per onorare la mia dipartita; sono per le cose fatte all’antica nel settore, accontentatemi.

 

Come in un vecchio film horror la notte lascia spazio al mattino, la sicurezza del candido sole mattutino mi rincuora e mi fa sentire meno sporco di fronte a tutto questo orrido spettacolo.

Vi saluto miei cari gentlemen con un’immagine tratta dal capolavoro di Edward Gorey:“The Gashlycrumb Tinies”.

Anche se un po’ in ritardo buon riposo a tutti voi.

A is for Amy who fell down the stairs

B is for Basil assaulted by bears

C is for Clara who wasted away

D is for Desmond thrown out of a sleigh

E is for Ernest who chocked on a peach

F is for Fanny sucked dry by a leech

G is for George smothered under a rug

H is for Hector done in by a thug

I is for Ida who drowned in a lake

J is for James who took lye by mistake

K is for Kate was struck with an axe

L is for Leo who swallowed some tacks

M is for Maud who was swept out to sea

N is for Neville who died of ennui

O is for Olive run through with an awl

P is for Prue trampled flat in a brawl

Q is for Quentin who sank in a mire

R is for Rhoda consumed by fire

S is for Susan who perished of fits

T is for Titus who flew into bits

U is for Una who slipped down a drain

V is for Victor squashed under a train

W is for Zinnie embedded in ice

X is for Xerxes devoured by mice

Y is for Yorick whose head was knocked in

Z is for Zillah who drank too much gin

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Se solo avessimo avuto più pokemon...

lunedì, 17 luglio 2006, 21:07

Girando per internet incappo sempre più spesso nella peggior spazzatura concepibile: a volte sono immagini mostruose che ritraggono morti, abusi sessuali, guerra; nel migliore dei casi sono semplici testi che insultano etnie, abitudini religiose, sessuali, sociali.
Fra un blog e l'altro mi diletto frequentando un forum di alcuni miei amici e, fra una discussione e l'altra, ecco che prende piede il festeggiamento dei mondiali: ognuno dice la sua e, incredibilmente, i toni non degradano fino all'arrivo di questo messaggio che probabilmente qualche mente illuminata ha spedito via mail a mezza Italia:

" E' vero, i tedeschi hanno ragione, siamo dei PARASSITI.
E hanno ragione anche i cugini francesi, siamo dei MAFIOSI.
Siamo Italiani, nel bene e nel male.
Però, quanto meno:non abbiamo nomi da froci come TIERRI',FRANSUA', ANTUAN.
non abbiamo impronunciabili nomi da nazista come LOTAR, GUNDAM,CRASFGRANDAR.
- non abbiamo baffi biondi da tamarro.
- non portiamo il pane sotto le ascelle mentre camminiamo perché non
igienico.
- non mettiamo i sandali con le calze bianche perché fanno schifo.
- la nostra cucina non sara NUVELL, ma almeno le porzioni sono umane, e non da canarini.
- anche noi abbiamo buon vino e buona birra, ma non scassiamo le palle al mondo sostenendo che siano i migliori.
- non abbiamo i coprivolante delle macchine in pelliccia.
- saremo anche PARASSITI, ma ogni estate non occupiamo la toscana o la riviera romagnola pretendendo di trovare Wurstel e Crauti in spiaggia o i cartelli stradali bilingue.
- le nostre donne (nella maggior parte dei casi) non hanno acconciature tardo-anniottanta o ossigenature da pornodive, e da noi la permanente è oramai fuorilegge, cosi come gli slip ascellari.
- i nostri giocatori sputano? vero! - sfottono? vero! - giocano duro? vero! Però non tirano testate, e se lo fanno a nessuno viene in mente di premiarli come migliori giocatori di un torneo.
- se uno dei nostri giocatori prende 5 giornate di squalifica per una gomitata, non gridiamo allo scandalo, anche se la televisione che lo ha ripreso non è ufficiale. Al limite uno tira una bestemmia, ed è finita li.
- non ce la tiriamo con tutto il mondo per una schifosissima torre di
ferraglia rugginosa.
- quando un italiano va in un altro paese, tempo sei mesi e impara la lingua.
- quando un fottuto tedesco viene in Italia, e mangia in Italia, e guida una Ferrari (macchina italiana) per sei anni, impara l'inglese (!).
- Platini, LE RUA', è sì francese, ma giocava in italia.
- Zidane, L'IMPERATUR, è sì francese, ma è esploso in Italia.
- Thierry ha giocato in Italia, Vieira pure.
La domanda è: c'è qualche francese che e' capace di imparare a giocare a calcio senza venire in Italia?
- Quando noi perdiamo ai rigori si chiama SFIGA. Quando vinciamo si chiama VENDETTA. E' ha un sapore buonissimo.
- Saremo anche un paese diviso, ma non eravamo noi ad avere un muro.
- la pizza nostra è buonissima e ce la invidia tutto il mondo.
- L'OMELETTE è solo una banalissima frittata.
- Vuoi mettere un wurstel con una soppressata calabra?! Potrei andare avanti all'infinito. Le differenze socio-culturali sono moltissime. Anzi, direi che come giochino potremmo inventarne sempre di nuove aggiungendole alla lista.
Ma per adesso va bene cosi. E' solo l'inizio. Abbiamo altri 4 anni per fare quello in cui noi italiani siamo davvero e senza ombra di dubbio gli indiscussi Campioni del Mondo:
PRENDERLI PER IL CULO !!!! "

Io vi ho riportato l'intervento così come l'ho trovato, belle parole e insulti inclusi.
Non voglio perdere il mio tempo ostinandomi a proteggere una morale che non mi appartiene, volevo solo condividere con voi questo poema scritto da qualche eccelso genio che getta, ancora una volta, nella merda più profonda il bel calcio e la passione per questo sport.
Le persone che scrivono questi interventi sono gli stessi idioti che arrivano alle mani urlando comandi sconosciuti e sconnessi ad un televisore in un locale pubblico durante una regata.
Gli stessi che si vantano di non conoscere questo o quell'autore, di non sapere dove si trova quel paese che i nostri alleati stanno bombardando.
Sono le stesse persone che con un sorriso ed una scrollata di spalle commentano l'aumento del prezzo del greggio, i cambi di dirigenza del paese o della religione-sponsor-ufficiale del millenio.
Forse sono gli stessi coglioni in potenza che, credendosi Pg8 dei pokemon, decidono di lanciarsi dal quarto piano per emulare il proprio eroe della tv.
Ma se solo fossero stati trasmessi più pokemon, più superman, più film con uomini volanti, uomini fiamma o morbidosi animaletti in grado di scatenare un pò di selezione naturale sarebbe cambiato qualcosa?!
Se, per una volta, le associazioni in difesa dei figli avessero ragione?
Se i cartoni animati, il wrestling, i film davvero rappresentassero sul serio un pericolo per le fragili menti dei bambini lasciati a maturare davanti ai delicati e sintetici raggi catodici?
Sinceramente credo che se qualcuno è così stupido da credersi un pokemon e buttarsi giù dalla finestra beh se l'è meritato.
E che sia premiato con un Darwin award per piacere.
Credo che se un genitore poi abbia il coraggio di piangere per il figlio scomparso si meriti di vivere nel rimpianto del tempo male investito, degli sbagli compiuti e della poca attenzione.
E che sia premiato con un posto di rilievo in una associazione in difesa dei figli contro la tv per piacere.
Forse tutti questi stupidi incidenti sono dei pallidi tentativi di tenere sotto controllo il crescere smisurato della nostra specie, un suicidio collettivo come quello dei lemmings.
Cambierebbe qualcosa se aumentassero gli emuli della torcia umana, di superman, di pg8?
Sinceramente non credo ma sono sempre più amareggiato da tutta questa ignoranza ostenta, da tutta questa superficialità tagliata a fette, dalle generazioni di consumatori che poppano dalle marce mammelle di prodotti e marchi registrati.
Darwin salvaci tu.

Vi lascio alla notte gentili signori, a presto.

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Mitchell, an american hero...

martedì, 11 luglio 2006, 15:36

E' da molto che non scrivo, fra esami, impegni e cazzate varie la mia vita sta ansimando a bordo ring.
Ovviamente in tutto questo tempo ne sono successe di cose: il comune del mio paese ha pensato bene di organizzare uno spettacolo pirotecnico usando come base una rocca con alle spalle più di 400 anni di storia; le persone che stavano male e svenivano, i bambini che piangevano, le donnette che ci urlavano contro e le vibrazioni che sicuramente sbricioleranno in una decina d'anni gli affreschi del castello hanno creato una cornice magica al miglior dispendio di tasse che il nostro illuminato paesello riesca a concepire.
I mondiali stanno procedendo e chiunque è un allenatore esperto e autorizzato ad urlare maleducatamente la propria opinione in faccia a chiunque.
Giusto ieri sera ho assistito alla metamorfosi di un mio amico che, da completo ignorante del mondo calcistico, si è trasformato nel migliore Maurizio Mosca sulla piazza con tanto di frasi come: "la verticolarizzazione del gioco in questo momento affossa la squadra", "non si può giocare in questo stile tipico degli anni '80 con una squadra così tecnicamente preparata come la Germania" ed altre stronzate di questo tipo, ancora piene di piccole bolle di grasso da processo di Biscardi.
Ma d'altronde il mondo sta andando in merda ed è giusto che il bel paese impazzisca grazie ad un nuovo motivo per essere nazionalisti e patriottici.
Se un tizio che non conosce nemmeno l'inno del proprio stato fa un bel gol allora si che dobbiamo essere fieri di essere italiani.
Uno strippato del cazzo prende a calci una bambina di cinque anni legandola al letto dicendo che era indemoniata perchè non dormiva.
La madre della bimba lo proteggeva.
La bambina è morta per emorragia interna.
Le percosse andavano avanti da diverso tempo.
Sono incredibilmente fiero di essere italiano cazzo.
Un paese a est del nostro sudicio stivale inizia a fare test nucleari senza permesso, le intercettazioni telefoniche stanno smerdando mezzo universo politico, due teenager che hanno piantato un totale di 120 coltellate fra madre e fratello saranno presto fuori per buona condotta ma Del Piero fa gol e tutto va bene.
Prodi esulta con la sua faccia innocente da piccolo birbante rincoglionito e l'Italia è unita, chi c'ammazza a noi ?!

Viviamo nel migliore dei mondi possibili, senz'ombra di dubbio.

Per dimostrarvelo vi porto una storia appena sbocciata e già sfiorita nel perlaceo mondo di internet: Mitchell Henderson è nato il 13 marzo del 1994, in un piccolo ospedale  della California.
Crescendo il carissimo Mitch divenne un vero goldenboy: amante degli sport e della compagnia, bravo studente, orgoglio della famiglia e amato da tutti.
Il tempo vola quando i figli crescono, si sa, ed infatti a casa Henderson arrivò ben presto il giorno del dodicesimo compleanno di Mitchell; potete immaginare la gioia del ragazzino nel ricevere un Ipod nuovo di zecca, così perfetto e bianco nel suo lucido e levigato splendore.
Gli amici ed i familiari affermano che Mitch, tra gli altri interessi, amava tanto la musica e che era davvero inseparabile dal suo nuovissimo riproduttore di mp3, vero e proprio catalizzatore di invidia e rispetto presso i coetanei.
Il 2 maggio il nuovo Ipod di Mitchell viene rubato da un misterioso individuo di origini messicane o afroamericane.
Un gino, un latino od un nigger, stessa feccia insomma.
Il 3 maggio il corpo di Mitchell è trovato senza vita per un colpo di pistola alla testa.
Il ragazzino si è sparato alla nuca a dodici anni e mezzo.
BANG.
La pistola era in casa, per proteggere la famiglia dagli immigrati, dai neri, dai terroristi.
La pistola era regolarmente registrata e Mitchell non solo l'ha raggiunta ma è riuscito ad usarla correttamente, a bruciapelo, centro al primo colpo.
Ok fino a qui tutto tranquillo più o meno.
Ora viene la parte interessante.
Mitchell è diventato un eroe, semplicemente sparandosi in testa.
Probabilmente è stato il premio di consolazione, visto che non ha centrato tutti i barattoli ha almeno portato a casa questo.
Al tiro al bersaglio si vince sempre siori e siore, avanti ragazzo, vinci il bambolotto!
Ma ordiniamo i fatti in modo semplice e preciso.
Gli amici ed i parenti decidono che il caro Mitch ha bisogno di un sito internet a mò di epitaffio dove ognuno può postare proprie foto con foglietti portatori di messaggi carichi di lutto.
E la photogallery aumenta.
Ognuno vuole finire su internet con la sua migliore lacrima, con la sua smorfia più compassionevole.
Da ogni dove spuntano contributi, fotografie, dediche e commenti.
Tutti sono così vicini alla famiglia ed ognuno afferma di sapere come si sentono, che Mitchell ora è un angelo e che vola lassù, nel paradiso delle calibro 38 regolarmente registrate ed oliate.
Nascono gadget come portachiavi a forma di cuore con data di nascita e morte e siti paralleli dedicati alla scomparsa di altri giovani dell'età di Mitchell che, per un motivo o per l'altro, hanno abbandonato le proprie famiglie lasciando un vuoto incolmabile dietro di loro.
Crescono come funghi le gif glitterate di pessimo gusto con frasi del tipo: "you are my angel" o "4 ever in my heart" con tanto di cuori pulsanti e alucce svolazzanti.
Il miglior tocco di classe rimane indubbiamente la colonna sonora che accompagna il visitatore dal primo momento nel sito: Bad Day di Daniel Powter; si, proprio lui, lo scemo con la cuffietta che ci ha assillato per tutto l'inverno strappandoci il cuore sulle note di quella canzone tanto romantica di quei due tizi che disegnano alternativamente sul cartellone.
Eh si, Mitch ha proprio avuto una cattiva giornata, ma per fortuna ora è tutto a posto.
La storia non è ancora finita, perchè dunque il ragazzino suicida dovrebbe essere un eroe?
La risposta è in un commento di un tipo, probabilmente un parente prossimo o un amico di famiglia, che ha raccolto diversi "consensi" all'interno di internet; ecco a voi:

He was such an hero, to take it all away. We miss him so, That you should know, And we honor him this day. He was an hero, to take that shot, to leave us all behind. God do we wish we could take it back, And now he's on our minds. Mitchell was an hero, to leave us feeling like this, Our minds are rubber, our joints don't work, Our tears fall into abyss. He was an hero, to take that shot, In life it wasn't his task, He shouldn't have had to go that way, before a decade'd past. Now he sits there in my heart, this hero of mine, Always there to make me smile, Make me feel just fine. He had courage,that boy did, courage in his heart. To take that shot, To end his pain, To tear us all apart. But in the end, he died in courage. Lacking, nevermore, He died a hero, Mitchell did, And we'll love him forevermore. We love you like a brother. We miss you so much. We will always love you, kid. Rest In Peace Mitch.

Dunque Mitchell è un eroe.
Tutti concordi su questo.
Gran fervore, ognuno da il suo assenso.
Si cazzo, un vero eroe.
Un esempio da imitare e seguire.
Un tizio si spara un colpo in testa perchè è afflitto da dei bulli che gli inculano l' Ipod e diventa un eroe, piuttosto semplice vero?
State comodi gentlemen, la favola non è ancora finita.
Esiste infatti un sito che accoglie le persone più egocentriche, stupide e insulsamente malvage di tutta la rete; questo sito non ha senso, ogni cosa esiste solo per essere ridicolizzata: i bombardamenti americani, le bizzarie genetiche, la morte, il suicidio, gli abusi di ogni tipo ed ogni cosa che mai vi potreste immaginare.
Questo sito si chiama 4chan e vi assicuro che se volete scrivere qualcosa di veramente shockante è il posto che fa per voi.
Bene, questo ritrovo di immondizia prende a cuore il caso ed inizia a fare dei raid sul sito postando commenti sarcastici e molto, molto più acidi di questo mio intervento; sembra che qualcuno si sia spinto a fare una ricerca per trovare il numero di telefono di casa Henderson e fare un paio di chiamate anonime.
Qualcuno ha trovato il blog della sorella riservando lo stesso trattamento anche a questo spazio privato.
Venivano postate immagini di Mitchell che parodiava la pubblicità dell' Ipod con un proiettile che gli attraversa il cranio.
Mitchell utilizzato come icona dei cereali, di videogiochi sparatutto, il ragazzino con il cranio a bersaglio, con il cappello da cowboy con tanto di scritta: "la mano più veloce del west".
Per una settimana è stato un fiorire di fake con il volto del povero Mitchell e la corsa verso l'abisso non conosceva fine nè  vincitore.
Poi la notizia: il sito dedicato a  Mitchell ha chiuso per colpa dei frequentatori di 4chan e dei loro continui raid, la baracca è stata chiusa per  la continua ironia che si faceva sulla morte del loro martire nuovo di zecca.
Tutti i frequentatori della lapide virtuale si sono trovati d'accordo per distruggere definitivamente 4chan, una sera hanno organizzato un raid per far crollare il server e distruggere le sue pagine o qualche stronzata simile.
La farò corta: raid fallito, dopo poco più di un'ora 4chan era di nuovo attivo e cosa ti vedo fra i primi post?
Una effige di Mitchell con corona di spine e la scritta: "E' un eroe morto per i nostri peccati, lunga vita a 4chan".

Ecco qui.
Sinceramente non riesco a trovare una morale in tutta questa bella storia ma sono sicuro che, da qualche parte, ci sia qualcosa di molto comico e forse anche qualche misero residuo di buon senso inculcato a forza di ceffoni e cattivi esempi da non imitare, di bambini cianotici per aver inghiottito oggetti, di infanti gonfi e affogati per aver giocato vicino al lago e di piccoli e paffuti esempi di discoli da non emulare.
Tutto esattamente come nella pedagogia illustrata dell'800, nulla di più nulla di meno.
Beh spero che vi sia piaciuto il mio piccolo racconto dell'orrore intorno al fuoco, è periodo di notti horror e di giardini della paura, un pò di follia in più non ci scandalizzerà di certo no?

Se non vivessimo nel migliore dei mondi possibili penserei che c'è qualcosa di malato nelle persone.
Ma mi sbaglio.
Inzaghi facci un gol.
Azzurri rendete le vite di quelli nati dopo l'82 degne di essere vissute.



Per ulteriori informazioni:
http://www.myspace.com/ripmitchell
In allegato lo spot crudele fatto dai fenomeni di 4chan

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Giuramento

martedì, 11 luglio 2006, 15:29

Io, Chester Williams, in pieno possesso delle mie facoltà mentali decido di aprire questo blog e di vomitare sulla tastiera ogni pensiero, ogni frustrazione che a voi non interessa, che per me è zavorra.
Prometto di stancarvi con i miei problemi amorosi, di sentirmi in dovere di dare il mio parere su ogni cosa, di tentare di strappare un pò di fama con i miei scritti.
Prometto menzogne, tiepide verità e tanto narcisismo.
Giuro di non ritrattare mai un argomento qui descritto perchè questa è l'anima del blog.
Giuro e firmo ogni tipo di liberatoria, eccomi dentro.

Wrote in mondo di internet
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Salve gentlemen, sono un nerd che ha deciso di strappare la propria piccolissima fetta di notorietà scrivendo sciocchezze qualunquiste; uno scrittore in erba alla soglia dei 25 ed un aspirante uomo invisibile che riversa acido che pochi leggono.

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