Sant'Antonio mi odia ed io odio lui

venerdì, 16 marzo 2007, 12:51



Si, è proprio lui, Sant'Antonio.

Che poi nessuno mi ha ancora spiegato perché queste perdite di tempo vengono chiamate  "catene di Sant'Antonio".
Risparmiandoci il palese paragone fra ogni scemo che risponde e gli anelli della suddetta catena proprio non riesco ad immaginare un collegamento sensato.

No perché è proprio strano che un santo mi faccia bestemmiare.

Credo che Dio, lassù nell'alto del suo salotto arredato Ikea, non sia per nulla contento se pensando ad un santo si bestemmia.

Perché, cari gentlemen, è questo che facciamo quando ci arriva una catena di Sant'Antonio, ammettiamolo.
Non fate i santarellini, su, lo so che come vi comportate leggendo le mail: uno sguardo  veloce ai mittenti, l'attenta cancellazione dello spam, la visualizzazione della corrispondenza di lavoro e poi la ciliegina, le mail degli amici.

Ed è qui che arrivano le bestemmie.

Gattini che vi dicono che il mondo è colorato, bello e buffo; proprio il giorno in cui vi hanno licenziato un cazzo di gatto addormentato su un gomitolo spara frasi alla Confucio del tipo: "anche quando sei nell'oscurità ci sarà sempre una luce per te".

Il giorno dopo una serata alcolica aprite la vostra casella di posta ed eccola li: musichetta in stile suoneria tamarra, slide a dissolvenza secondo lo stile matrimonio anni ’90, e gattini, bambini giocosi, verdi paesaggi e voli di uccelli.

E frasi sagge.

E retorica, pessima retorica da bordello o da funerale.

E saggezza cinese del cazzo che se non la mandi ad altri 15 stronzi ti porterà sfiga per tutto il resto della tua miserabile vita da miscredente.

E via in un turbine di vincite milionarie per posta, chiamate di sky, telecom, la 3, geova.

Eccolo li, in tutta la sua conturbante bellezza da martire che osserva, benedice e catalizza le bestemmie contro la propria persona e l'inconcepibile essenza che è Dio.

Deve essere proprio un bel mestiere essere fabbro di catene che portano il tuo nome.

Un po’ come il signor Michelin, Giovanni Rana ed il dottor Pirelli.


Veniamo dunque al nostro anello, purtroppo non vibrante.
Come da indicazioni datemi da Novecento, Teiluj e Postumo mi appresto a presentarvi i tre libri che 
più mi hanno colpito positivamente ed i tre che potevo anche avanzare di leggere.

Ad onor del vero ho scelto libri che non fossero i classici Lovecraft, Stevenson, Poe, Palahniuk, Hesse, Thompson, Dante, Lansdale e compagnia per evitare ripetizioni dei post precedenti e non tritarvi i testicoli più di tanto.


Veniamo dunque ad i libri che mi hanno colpito positivamente:


"Casa d'altri"
Silvio D'Arzo



[...] - Ecco - disse lei a voce anche più bassa - Nella lettera c'era scritto se in qualche caso speciale, tutto diverso dagli altri, senza voler fare dispetto a nessuno - e quando è proprio come stare a dozzina, dimodoché non si può neanche chiamar casa tua - qualcuno potesse avere il permesso d'andarsene.
Nella lettera c'era scritto così. Tale e quale.
Mi voltai senza aver ben capito.
E scoraggiato.
E anche un po’ deluso.
- Anche...anche uccidersi, sì - spiegò lei con tranquillità da bambina.
E si mise a guardarsi gli zoccoli.
E a lisciarsi il grembiule.
E taceva.
Tutto questo mi prese così all'improvviso che sul momento non mi venne parola. Non riuscivo 
a trovarne, vi dico.
Ma poi no: non fu neanche così: alla bocca mi salirono parole e parole 
e raccomandazioni e consigli e "per carità" e "cosa dite" e "ma andiamo" e prediche e pagine 
intere e tutto quel che volete.
Tutte cose d'altri tempi, però: vecchie nevi dell'anno passato: e per di più dette mille e una volta.
Di mio non una mezza parola: e lì invece ci voleva qualcosa di nuovo e di mio, e tutto il resto era meno che niente.
Dio, che gran  trappola, però, le parole! [...]


Unica opera di D'Arzo, morto giovanissimo e sempre vissuto nelle montagne in provincia di Reggio Emilia, questo libro parla non solo di vita vera e della difficile condizione esistenziale di un parroco di un piccolo centro abitato nel cuore delle montagne, questo testo ci fa riflettere, con la concreta saggezza dei testi di Davide Van De Sfroos ed i sorrisi dei nostri nonni.
Ho scoperto questo capolavoro grazie al mio professore di letteratura italiana contemporanea, uomo fantastico e colto da far schifo con il quale ho avuto il piacere di discutere per un buon 40 minuti sull'argomento "Casa d'altri".
Cosa si prova dunque a vivere a casa d'altri?
E' vivere come polli in gabbia, brucare erba ogni giorno come una capra e vedere alle proprie spalle una settantina di inverni, sempre tutti uguali, cristallizzati come i fossi, è voler morire, ma senza disturbare nessuno, chiedendo aiuto ad un vecchio parroco di buone maniere.


"Pulp"
Charles Bukowski



[...] Arrivò una cameriera abbigliata in una tenuta assurda: una tuta sportiva rosa, con del cotone che le rialzava i seni.
Fece un sorriso orribile, mostrando un dente d'oro.
Aveva gli occhi vuoti.
"Che cosa prendi, tesoro?" Aveva una voce stridente.

"Due bottiglie di birra. Senza bicchiere"

"Due bottiglie, tesoro?"

"Sì."

"Di che marca?"

"Cinese."

"Cinese?"

"Due bottiglie di birra cinese. Senza bicchiere."

"Posso farti una domanda?"

"Sì."

"Le berrai tutte e due, le birre?"

"Spero di sì"

"E allora perché non ne bevi una, e poi ordini l'altra? Così non perdi la calma."

"Voglio fare così. C'è una ragione, credo."

"Scoprila, quella ragione, tesoro, dimmela..."

"Perché dovrei dirtela? Forse voglio tenerla per me."

"Senta signore, non abbiamo l'obbligo di servirla. Ci riserviamo il diritto di rifiutarci di servire chiunque."

"Vuoi dire che non mi servirai perché ordino due birre cinesi e mi rifiuto di dirti il perché?"

"Non ho detto che non la serviremo, ho detto che ci riserviamo il diritto di non farlo."

"Senti,la ragione è la sicurezza, un inconscio bisogno di sicurezza. Ho avuto un'infanzia infelice. Due bottiglie alla volta riempiono un vuoto che ha bisogno di essere colmato. Forse. Non ne sono certo."

"Tesoro, devo dirti una cosa. Hai bisogno di andare da uno strizzacervelli."

"D'accordo. Ma finché non ne trovo uno, posso avere due bottiglie di birra cinese?" [...]


Perché il vecchio Buk?
Perché scrive come un Dio, ha una sensibilità che solo la sua vita ha saputo tirare fuori, perché ogni volta che parlo di lui mi commuovo e perché è un vero martire, necessario e compianto.
Questo libro mi è stato regalato per il mio scorso compleanno da uno dei miei migliori amici che ancora ringrazio per la possibilità che mi ha dato nello scoprire dal di dentro questo autore di cui tutti dovremmo mangiare le feci da qui alla fine dei secoli.


"Heir of mistery"
Philip Ardagh



[testo tradotto dall'inglese per mia stessa mano]

Come prima cosa e più importante fra tutte, questo è un libro sulla morte.
Okay, non inizia con una morte effettiva [...] ma ne troverete molta all'interno del libro.
La vita è così, mi dispiace.
Pensate, se non avessimo la morte, questo piccolo pianeta che noi chiamiamo casa sarebbe un posto davvero sovrappopolato. [...]
Al momento del nostro compleanno, non riceveremmo solo un biglietto dai nostri nonni ma anche dai nostri bis-nonni, e dai nostri bis-bis-nonni e così ancora e ancora sino ad alcune coppie (che dovrebbero assomigliare pressappoco a delle 
scimmie, se vogliamo basarci sulle teorie di Charles Darwin) la cui l'idea di divertimento è una giornata passata a cacciare e raccogliere bacche, ed ai cui occhi un biglietto potrebbe essere solo uno strano tipo di foglia, piegata in due e colorata da una parte. [...]
Le persone nascono.
Le persone crescono.
Le persone hanno dei figli.
Le persone invecchiano.
Le persone muoiono.
I figli di quelle persone crescono ed hanno figli a loro volta ed a loro volta muoiono, ed è così che la grande ruota continua a girare. [...]
Mi piacciono le diverse stagioni.
Mi piace l'estate solare e l'inverno innevato. Mi piacciono le croccanti e dorate foglie autunnali e la fresca e verde erba di primavera.
Mi dispiace e provo pietà per coloro che vivono tutto l'anno sotto i brillanti raggi del sole. [...]
La pioggia in questo libro è una pioggia spietata. E' torrenziale – fatto che ci spiega perché venga giù a torrenti - è fredda e soprattutto sembra infinita. [...]

Questa favola per bambini non è attualmente disponibile in Italia ma facendo una piccola  ricerca su Ardagh capirete come questo geniale autore abbia incentrato la sua vita verso la  narrativa per bambini e giovani ragazzi.
Calma.
Non è quel libro alla "Pippy scopre la città" o "Jhonny non ascolta gli sconosciuti"; sono favole dal sapore e dallo humor nero, capaci di avvincere anche un giovane anziano come me.
Questo libro in particolare poi è stato acquistato in uno dei posti più magici che abbia mai visitato: la fondazione Shakespeare a Parigi in una strada defilata all'ombra di Notre Dame, in una fredda giornata di sole di un capodanno piuttosto inconsueto; accompagnato da due  graziose dame e da due amici di certo non comuni.
Insomma il libro dei ricordi, felici o meno.


Passiamo ai libri che mi hanno fatto proprio schifo, di questi non citerò dei passi perché 
sinceramente, oltre a non averne voglia non ne vedo nemmeno l'utilità pratica.


"Jack frusciante è uscito dal gruppo"
Enrico Brizzi

Questo cazzo di libro ha aperto una stagione di 4 nella mia immacolata media in italiano alle superiori.
Per partito preso ho rifiutato di leggere per intero questo ammasso di stronzate che, oltre ad essere stucchevolmente giovanile, non presenta la benché minima sorpresa.
Tutto è così finto-grunge che se avesse ancora occhi per piangere qualcuno di Seattle verserebbe lacrime amare.
La trovata dell'amico drogato-autolesionista-personalità-borderline è davvero una cagata da oratorio, il libro per mamma e papà insomma, che si credono fighi perché possono credere di capire i gggiovani.


"Follia"
Patrick McGrath

Libro del cazzo per antonomasia, storia tragicomica di un amore fra una ricca puttana ed un folle in uno dei tanti manicomi stile Bram Stocker.
Da notare la scena della morte del figlio della protagonista, degna di uno di quei film verità tipo : “Donne al bivio” o stronzate simili.
Idee banali e da piccolo show pomeridiano, atmosfera pessima, situazioni paradossalmente noiose.


“Piccoli delitti del cazzo”
Jason Starr

Questo è uno dei tanti libri che mi hanno convinto a provare la carriera dello scrittore.
No perché se pubblicano certa immondizia allora cazzo, io voglio il Pulitzer.
Storia di un uomo molto muscoloso e strappamutande che lavora come barista in diversi locali di Los Angeles (o una città simile), un arrivista ed un piccolo criminale che si arrangia racimolando soldi a destra e a manca con alcuni delitti di poco conto.
Fin qui tutto bene.
La trama purtroppo perde di consistenza dopo le prime 20 pagine, il protagonista è messo continuamente di fronte alla scelta “farlo o non farlo?!” ed ovviamente, manco a dirlo, prende sempre la strada del Male.
Sceneggiato peggio del prequel di Guerre Stellari, con personaggi di uno spessore che al confronto Topolino sembra uscito da “La vita è sogno” , situazioni talmente ripetitive da farci sembrare un libro di Moccia come un incredibile avventura ricca di colpi di scena.
Libro da spessore per un tavolino traballante.



La mia parte l’ho fatta.

Per la poca carità cristiana che batte nel mio piccole cuore rattrappito non passo la catena a nessuno ma se qualcuno se la sentisse di commentare con le proprie opinioni qualche libro in suo possesso non sarebbe male altrimenti, oh, ci abbiamo provato!

A presto gentlemen e dite anche voi no alle catene di Sant’Antonio.
Uniti possiamo farcela.

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La dignità della morte

martedì, 20 febbraio 2007, 15:19

"Non disprezzare la morte ma accettala di buon grado, come una delle cose volute dalla natura, come il divenire giovani e l'invecchiare, il crescere, il maturare, metter denti e barba e ingrigire, generare figlioli, portarli al seno, metterli alla luce, e tutte le altre azioni naturali che accompagnano i vari periodi della vita. Tale è anche la dissoluzione."
Marco Aurelio

Dignità in punto di morte, forse il più ambito dei doni celesti.

Ma piuttosto che parlare sempre di noi perché non pensare un pò a Lei?

Credo che la Morte si stia molto svalutando ultimamente.

E' possibile vedere cadaveri fatti a pezzi se si va a cercare bene nella rete, è anche possibile fare battute sagaci su persone che si sono sparate con fucili da caccia al cranio cancellandosi il volto e morendo dissanguate.

Si possono scaricare video di decapitazioni, impiccagioni e fucilazioni; totally uncensored.
Con paura, brivido, tensione e silenzio.
Con gli occhi sgranati, le labbra che tremano e tutto quel sangue scuro e soffice che schizza da tutte le parti.
Con un assurdo dettaglio, freddo, vicino allo zero assoluto, di un occhio ormai inutile, aperto, stuprato.

La Morte è certamente un bene svalutato oggigiorno.
Ormai pochi hanno il coraggio di infliggerla con le proprie mani, sentendo la vittima dibattersi e spirare guardandola negli occhi.

Armi di distruzione di massa, pistole automatiche a basso costo, proiettili dalla punta cava, granate a frammentazione, guerra chimica; tutti modi per eliminare il maggior numero di parassiti nel minor tempo possibile.

Un grande disinfestatore scoglionato, grasso, stupido e volgare.
Ecco cos'è oggi la Morte.

Io, che nel mio piccolo sono tradizionalista, tendo a pensare ancora ad un modo di morire all'antica, con i parenti vicini, i visi gialli e tristi, le lacrime e poi, finalmente, l'arrivo dell'ultimo e atteso invitato.

Dopo il funerale tutti i convenuti si incontrano in una osteria, per riempire quel piccolo buco nero di cibo insapore e di ricordi edulcorati, di piccole fotografie insospettabili e ridicole.

Ecco la Morte che io stimo e desidero.

E voi gentlemen?

Come vi figurate la morte dei nostri tempi?

Fate sapere signori, perché se non si parla di queste cose importanti di che si dovrebbe discutere?

C.W.

P.S.
Prima che qualche genio lo chieda no, non è morto nessuno in casa mia; e no, non voglio suicidarmi.




(rivolgendosi a dei superstiti ad un attacco nemico)

Brancaleone da Norcia:
E voaltri? Voaltri ignominiosi come osaste restar vivi fra cotanti morti? Chi vi dette tanto infame coraggio, eh?!

Villico:
E a te chi te lo dette che campi come noialtri?

B:
No eh?! No eh! Stupido cieco, non come voaltri...ah! ONTAAAA, ONTA SU MEEE, AAAAHHHH!!!
CHE L'ONDA MI SOMMERGA E MI SOFFOCHI!Ahhh! Onta!

(fugge via strappandosi di dosso l'armatura)

Che mi sia tolta la colpa d' esser vivo fra cotanti morti! Morte...vieni Morte, bella Morte.
Piglia anco me, orsù che indugi?
Io ti invoco, tu non mi spauri!
AHAHAHAH

(si accascia su una roccia)

Che è mai la vita?
Breve romore seguito da un fiato ammorbante.
AHAHAHAH e però Vienimi VIENI MORTE STRAPPAMI A TE!
Che fai Morte?! Tentenni?!
Accorrimi che più non reggo, IO TE LO IMPONGO!

?:
Son qua.

B:
Chi è? Chi sie?

?:
Son la tua Morte! Non mi chiamasti?

B:
Io?!

Morte:
Sì, fosti tu a invocarmi.

B:
Ah, emh, ah sì.
Parole che sfuggono nell'empito dei sentimenti e che, si sape, mai furono prese a serietà!

M:
D'ora innante lo saranno, preparat'a morire!

B:
Lo come?
In su l'istante?

M:
Eheheheh o che s'aspetta?!
Io ci sono, tu ci sei... eheheheh ti fo scegliere!
Un coccolone?

B:
Oh... (verso di disappunto)

M:
Peste improvvisa?

B:
Ahah (risata non troppo entusiasta)

M:
Vermiculite? Ovvero un fulminante disciolersi del corpo?

B:
Ahahahahah le misere proposte!
Brancaleone da Norcia debbe avere sì morte gloriosa: con l'arme in pugno et per causa iusta!
Eeeh questo mi spetta!

(Indicanto le proprie vesti logore con dignità e orgoglio)

Son cavaliere.

M:
Come tu voi. Hai tempo le sette lune trascorse le quali io verrò atti pigliare dove unque et come unque!

B:
Sette lune?!
Ahahahah mi basta l'arco d'un sol iorno per trovare la mia degna Morte!

M:
Quand'è così voglio aiutarti: le cinque miglia di qui in loco detto Ponterragno stassi per compiere uno delitto contro uno innocente!

B:
Umh..

M:
Tu tenta a salvarlo et avrai così gloriosa Morte! Io là sarò tra minuti diece.
PROCEDIMI!

B:
Diece minuti col caval mio Acquilante?!
Facimo in fra un'oretta...et ivi sarai mia!

Birba chi manca!

M:
Birba!



"Brancaleone alle crociate", 1970, Mario Monicelli

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Letterina

venerdì, 22 dicembre 2006, 01:40

Buongiorno gentlemen.
Quel gran figlio di padre ignoto di splinder mi ha appena cancellato il post che volevo dedicare a tutti voi.
E' quindi guerra.
Attendendo la voglia di rimettermi a scriverne uno nuovo vi traduco una cosa che ho trovato su internet durante le mie solitarie navigazioni.

Buona lettura.



Caro Babbo Natale,


sarai forse sorpreso da questa mia lettera oggi, il 26 di Dicembre.

Beh, mi piacerebbe molto chiarire certe cose che sono successe dall'inizio del mese scorso quando, pieno di illusioni, ti scrissi la mia lettera.

Avevo chiesto una bicicletta, un trenino elettrico, un paio di roller e un completo da football.

Mi sono distrutto il cervello studiando per tutto l'anno.
Non ero solo il migliore della mia classe, ma ho avuto i migliori voti di tutta la scuola.

Non ti sto mentendo, non c'era nessuno in tutto il quartiere che si è comportato meglio di me, nei confronti dei miei genitori, dei miei fratelli, dei miei amici e con i vicini.

Ho svolto tutte le commissioni che mi avevano dato ed ho anche aiutato le vecchiette ad attraversare la strada.

Non c'era virtualmente nulla che non avrei fatto per l'umanità.

Puoi quindi immaginare il mio giramento di coglioni quando ho visto che mi avevi lasciato solo un fottuto yo-yo, un fischietto del cazzo ed un paio di calzini orrendi.

Che cosa cazzo stavi pensando, flaccido maiale, di prendermi per il culo come un coglione per tutto il fottuto anno per poi venire fuori con qualche merdata come questa sotto l'albero.

E come se non mi avessi fottuto abbastanza, hai dato a quel piccolo finocchio dall'altra parte della strada, tanti di quei giocattoli che non riesce nemmeno ad entrare in casa.

Non farti vedere mentre cerchi di infilare il tuo culo lardoso dentro il mio camino il prossimo anno.

Ti spaccherò il culo.

Lancero dei sassi a quelle stupide renne e le caccerò via così dovrai tornare a piedi fino al fottuto polo nord, esattamente come devo fare io visto che non mi hai voluto portare quella strafottuta bicicletta.

FOTTITI BABBO NATALE.

Il prossimo anno vedrai quanto cattivo posso essere, vedrai GRASSO SUCCHIACAZZI.

Cordialmente

Giacomino




Se non ci sentiamo prima delle feste auguri a tutti.
Splinder merda.

C.W.


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La Pesca delle Perle

mercoledì, 20 dicembre 2006, 20:05



Buongiorno, gentlemen.
I miei impegni di studio hanno ormai compromesso per sempre le mie capacità di fine pittore dell'animo umano ed è per questo che mi appoggio all'arte di uno scrittore della new wave americana.

Il contenuto del post è volgare, meschino, inumano e sessualmente offensivo.
Ma suvvia, non fate le femminucce!
Buona lettura e a presto
C. W.

[...]
A mettere nei guai me è stata quella che chiamavo la Pesca delle Perle.
    Che poi voleva dire farmi una sega sott'acqua, seduto sul fondo della piscina dei miei.
    Dopo aver dato un bel respiro, scalciavo fino a toccare il fondo e mi levavo il costume da bagno. Me ne stavo seduto lì per due, tre, anche quattro minuti.
    A furia di seghe, peraltro, mi era venuta una capacità polmonare pazzesca. Se avessi avuto la casa a mia disposizione sarei andato avanti per tutto il pomeriggio. Quando poi avevo schizzato fuori la mia roba, lo sperma se ne restava lì, sospeso in grandi globuli grassoci e lattiginosi.
    Poi seguivano altre immersioni per acchiappare il tutto, raccoglierlo e spalmarlo ben bene in un asciugamano. Per questo si chiamava la Pesca delle Perle.
[...]
La mia peggior paura al mondo era questa: la mia sorellina vergine adolescente che in un primo momento pensa di stare semplicemente ingrassando e poi dà alla luce un ritardato a due teste. E tutte e due le teste sono uguali identiche a me. Me, il padre. E lo zio.
[...]
La parte migliore della Pesca alle Perle era il foro d'aspirazione per il filtro della piscina e per la pompa della circolazione. Il massimo era starci seduti sopra nudi.
    Un momento sono seduto sul fondo della piscina e il cielo sopra i due metri e mezzo d'acqua fluttua azzurro chiaro sulla mia testa. Il mondo è silenzioso, se si eccettua il battito cardiaco nelle mie orecchie. Per sicurezza, tengo annodato al collo il mio costumeda bagno a righe gialle, nel caso che sbuchi fuori un amico, un vicino, o chissà chi a chiedermi perchè ho saltato l'allenamento di football. Il risucchio costante del buco di aspirazione mi titilla e abbandono voluttuosamente il mio scarno, pallido culo a quella sensazione.
[...]
Dev'essere per questo che alle ragazze piace quando ti si siedono in faccia. Il risucchio è come fare una cagata che non finisce mai. Con l'uccello bello duro e le chiappe risucchiate non ho bisogno d'aria. Col battito cardiaco che rimbomba nelle orecchie, me ne resto sotto fin quando tante stelline luccicanti non cominciano a insinuarmisi negli occhi.
[...]
Ed è proprio a quel punto che mi lascio andare. I grossi sputacchi bianchi cominciano a schizzare. Le perle.
    Ed è proprio a quel punto che ho bisogno di un pò d'aria. Però, quando cerco di darmi la spinta contro il fondo, non ce la faccio.
Non riesco a puntare i piedi sotto di me. Il culo mi è rimasto attaccato.
[...]
Tiro su un ginocchio e infilo il piede sotto di me, e sono quasi riuscito a mettermi dritto quando sento qualcosa strattonarmi le chiappe. Insinuo a fatica anche l'altro piede, e mi do la spinta contro il fondo. Riesco a pinnare liberamente, non tocco più il cemento, ma non riesco ad arrivare in superficie.
    Continuo a dibattermi, dimeno le braccia. Sono grosso modo a metà strada ma non riesco assolutamente a salitre più sù.
    Bagliori scintillanti di luce mi attraversano frenetici gli occhi, mi giro e guardo sotto di me. E quello che vedo non ha senso. C'è un grosso cordone, una specie di serpente bianco-azzurognolo solcato da vene, apparentemente sbucato fuori dallo scarico della piscina, che mi trattiene per le chiappe. Alcune di quelle vene perdono sangue, sangue rosso che però sott'acqua sembra nero e fuoriesce da piccole lacerazioni nella pelle bianchiccia del serpente.
    Unica spiegazione sensata: un qualche orribile mostro, un serpente marino, un essere che non ha mai visto la luce del giorno, se ne stava nascosto sul fondale scuro della piscina, in attesa di divorarmi.
    Così...Comincio a prendere a calci la sua pelle viscida e gommosa, attraversata da vene, e mi sembra che continui a uscire dallo scarico della piscina. Ora è lungo quanto la mia gamba, ma mi è ancora attaccato al buco del culo. Un altro calcio e sono qualche centimetro più vicino a prendere un altro respiro. Sempre con il serpentone appeso al culo, sono un pò più vicino alla fuga.
    Dentro al serpente sono visibili grumi di mais e di noccioline. Anche una pastiglia oblunga di un arancione vivace. Identica al genere di pillole vitaminiche da cavalli che papà mi fa prendere per aiutarmi a mettere su peso.
[...]
E' la vista del pillolone che mi salva la vita.
Perchè quello non è un serpente. E' il mio intestino crasso, il mio colon che penzola fuori di me. Quelle sono le mie budella aspirate dallo scarico.
[...]
Intorno a me fluttua un gran ministrone di sangue, mais, merda, sperma e noccioline. Anche se ho le viscere che mi si stanno srotolando fuori dal culo, e cerco disperatamente di tenermi stretto quello che ne restam anche allora il mio primo desiderio è di trovare il modo di rimettermi il costume.
[...]
Altrimenti ecco quello che dovete fare: dovete come torcervi, agganciare un gomito dietro al ginocchio e tirare la gamba il più possibile verso la faccia. Poi cominciate a mordere e dilaniare il vostro stesso culo.
[...]
Se vi dicessi che sapore aveva vi garantisco che neanche morti mangeresti più calamari. [...]

Chuck Palahniuk, "Haunted"

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Manuale d'amore

mercoledì, 13 dicembre 2006, 17:12



Buona giornata gentlemen, rieccomi a voi.

Visto che splinder ha pensato bene di cancellare un mio post sull' imminente cena natalizia di casa mia sottopongo alla vostra attenzione un libro che ho avuto occasione di comprare alla mostra “Mercante in fiera” della nostra prosciuttifica città parmense.
Avendo un paio di biglietti gratuiti ho deciso di visitare questa bellissima fiera che vuole, pretende e avrà tutti i denari in saccoccia di ogni visitatore; fortunatamente sono un morto di fame e mi sono potuto permettere solo una borsa di libri a 10 €.

La mia compagna ha comprato alcuni libri di agricoltura e disegno mentre io, ovviamente, mi sono buttato sulle stronzate.

Ho dunque comprato un volumetto di “Historia” dal quale svettava una foto in technicolor di Hitler e sotto la scritta: “Incredibile verità: è morto nel suo letto?”.
A quanto pare già nel ’68 il giornalismo era nella tenda ad ossigeno aspettando il prete per l’estrema unzione.

Fra tanto ciarpame ecco il libro di cui parlavo alcune righe sopra: “Enciclopedia del matrimonio” di A. Debay, 1942.
Vi cito dunque alcuni passi da questo stupendo volume che sicuramente vi faranno riflettere sulla necessaria natura del matrimonio e sulle conseguenze del sesso sulla propria progenie.


Matrimoni sproporzionati:  […] Ogni giorno l’esperienza dimostra che con un diametro antero-posteriore del bacino di meno di sette centimetri, nessuna donna può partorire, se non con l’intervento chirurgico e pericoli gravissimi tanto con la madre quanto per il  nascituro. […] Qualora una legge vietasse in modo assoluto i matrimoni sproporzionati e quelli degli individui affetti da malattie o tare ereditarie, certo si farebbe un gran passo avanti verso il perfezionamento del genere umano.

Influenza del matrimonio sul fisico e sul morale dei coniugi:
[…] Questi vantaggi del matrimonio erano già perfettamente noti agli antichi che elevavano statue all’ Imene incidendo sul piedistallo:
“All’Imene che ritarda la vecchiaia!”.
Chi crede che la verginità conservi la freschezza della carnagione e la grazia del corpo, incorre nell’errore fatale di cui sono vittime le zitelle. La donna che rimane vergine dopo aver raggiunto lo sviluppo completo del suo fisico, presto è afflitta da indisposizioni, eruzioni cutanee, calori, ecc...

Durata del sonno: […] In una certa classe sociale l'ordine di vita e sonno si capovolge: si vive di notte e si dorme di giorno, quantunque per la salute non sia affatto lo stesso.
Difatti questi gaudenti hanno per solito una gran brutta cera, mentre i contadini che all'ordine naturale sono scrupolosi osservatori, conservano florido il colorito e una costituzione fisica molto più robusta. [...] Curate che la camera da letto sia spaziosa, priva di umidità e d'odori anche dei più gradevoli. Si sa che il profumo dei fiori, di notte; può cagionare sonni agitati, emicranie e anche la morte.

Apparato sessuale maschile:
[…] Mediante pinzette comprimenti si può determinare facilmente anche sul pene umano una compressione che provochi una erezione momentanea. [...] Condannati troppo a lungo a un riposo assoluto, gli organi genitali perdono la loro attitudine a funzionare. Ciò accade per lo più ai sapienti e, in generale, a chi è molto assorto in pensieri e meditazioni: l'intera loro energia vitale si concentra nel cervello. Essi dimenticano d'essere uomini, sino a lasciar decadere la propria virilità in una completa atrofia.

Coito: […] La sensazione rapida e snervante dell' eiaculazione spermatica è accompagnata in alcuni da un respiro affannoso, rumoroso, e da contrazioni violente; altri perfino urlano e si agitano quasi come in convulsioni epilettiche. Le donne nervose che ardentemente bramano la voluttà venerea, talvolta cadono in convulsioni simili a quelle dell' isterismo. Perciò gli uomini e le donne dotate di un temperamento genitale eccessivo dovrebbero, nell'atto genetico, valersi della ragione, per moderare l'impeto dei trasporti che, ai fini del matrimonio, sono sempre nocivi. […] Compite l'atto sessuale con dolcezza e riguardi, frenate la foga che può ledere gli organi e nuocere alla fecondazione. Non vi estenuate con amplessi troppo frequenti. L' immaginazione erotica e ogni desiderio immoderato di voluttà sono i nemici più pericolosi della virilità.

Attività sessuale nelle fasce della vita:  Adolescenza: Il pene di più in più sviluppato, si erge di quando in quando, ma il desiderio non nasce se non quando adolescenti già dediti a masturbazioni, contaminano del loro vizio compagni più giovani. E' l'età dell' onanismo che sviluppa il cervelletto a detrimento del cervello e conduce alla tomba tanti giovinetti. [...]

Consigli alle donne: […] L'uomo è brutale per natura. Senza preoccuparsi dello stato fisico e morale della moglie, egli vuole, esige che il suo desiderio sia appagato. Un rifiuto, in questo caso, lo contraria vivamente, spesso ne suscita le ire. O donne, seguite il mio consiglio: cedete al bisogno del marito, se volete serbarne l' effetto. Concedete di buona grazia e senza esitare ciò che che vi verrebbe preso con la forza.
Seguite il mio consiglio e avrete la pace, fors'anche la felicità.

L'arte di proceare figlioli bellissimi: […] riteniamo che un milanese, per esempio, dovrebbe unirsi con una donna di campagna o una contadina d'un altra città o almeno di origine diversa. Così procedono gli allevatori quando vogliono perfezionare una razza, e solo così è possibile perfezionare anche la razza umana. [...]

Eredità di istinti e malattie: […] Altrettanto inevitabile è purtroppo l' eredità degli istinti criminali. Il furto, il suicidio, l' omicidio e tutti gli altri delitti seguono la stessa legge fatale delle altre trasmissioni ereditarie. V'è un libro immenso che narra dei delitti più atroci seguendo le terribili genealogie d' innumerevoli mostri umani: la Storia. [...] Leggete le istruzioni dei giudici moderni; quante volte indagando nel passato di delinquenti, si scoprono antenati criminali! [...]

Danni derivanti dall'abuso del coito e delle masturbazione: L' abuso del piacere sessuale degrada in breve tempo tanto lo spirito quanto il corpo; si potrebbe dire quasi che nessun altro accesso sia mai punito tanto. Nell' uomo avviene anzitutto un indebolimento degli organi genitali, quindi inerzia del membro, perdite seminali involontarie, atrofia dei testicoli, paralisi della vescica ecc... La digestione va peggiorando, l' alimentazione diventa di più in più insufficiente, il viso si scolorisce, gli occhi s' incavano, le gote e le tempie s' infossano sbalzando in rilievo gli zigomi, le orecchie si incartapecoriscono, l' udito, l' olfatto e il gusto a poco a poco si perdono. [...] E' soprattutto nei soggetti dediti a masturbazione che i sintomi della consunzione più orrendamente si manifestano. [...] Ogni volta che l' uomo compie l' atto della procreazione, egli si priva d' una parte della sua vita per accendere una vita nuova.  [...]

La flagellazione: […] Moltissimi medici antichi e moderni raccomandano la flagellazione quale mezzo sommamente efficace per combattere non solo l' atonia degli organi genitali, ma anche varie malattie della pelle e del tessuto sottocutaneo. Raccomandano la flagellazione anche ai magri che vogliono ingrassare. [...] Oggi la flagellazione è usata soltanto come mezzo igienico e terapeutico; specie dai Cinesi, dai Persiani e dai Russi, i quali ultimi si fanno frustare con verghe di budella nei bagni per provocare salutari reazioni. Inoltre pare che in Russia, passata la prima giovinezza, tanto l' uomo quanto la donna debbano usare la frusta per godere dell' amor, sicchè la frusta sarebbe per loro un articolo casalingo indispensabile. [...]

Erotomania: […] Gli occhi dell' erotomane sono ora brillanti, vivissimi, spirati, ora languidi e pieni di tristezza, secondo se l'animo è agitato da speranza o tristezza. In breve il delirio erotico talmente progredisce, che provoca profonde estasi, nelle quali il malato parla e gesticola in sogni bizzarri. [...] Quando l' erotomania non cede ai benefici effetti della vita coniugale, conviene usare bagni tiepidi prolungati, bevande sedative nitrate, regimi vegetariani, lassativi ecc... [...]

Satiriasi: […] Una volta che un uomo è invaso da un attacco di questo morbo diventa irriconoscibile: la sua mente non genera più che pensieri lascivi, i quali, di notte, alimentano sogni erotici con frequenti polluzioni. Al risveglio, per quanto fisicamente esausto, egli è più che mai in preda del desiderio. Avampato nel viso, la bocca bavosa, gli occhi infocati, egli si abbandona al turpiloquio, ad atti osceni, e con ogni mezzo tenta di appagare il bestiale impulso. Tra le cause della satiriasi si segnalano il temperamento bilioso-sanguigno, la pubertà, la continenza troppo prolungata, letture e conversazioni oscene, la vista di cose lascive, come pure certe malattie della pelle: la scabbia, l' erpete e sopratutto la lebbra. [...]

Masturbazione: In ambo i sessi la cosidetta passione del piacere solitario è causa di sterilità molto più frequente di quanto generalmente non si creda, specialmente quando tale passione ha divorato la giovinezza e logorato gli organi genitali. E' solitamente nelle grandi città, nei collegi, nei pensionati, nei conventi ecc... che codesta perniciosa abitudine opera le sue rovine. Le giovane vittime fuggono la società, ricercano l' isolamento per soddisfare il vizio: pallidi, intontiti, pigri, timidi, vili, presto si degradano tanto moralmente quanto fisicamente. Il corpo s' incurva, il passo diventa incerto, e hanno infossati gli occhi ed emaciato il viso. Basta guardarli per vedere il progresso del male, e se il matrimonio non viene tosto a salvarli dalla vergognosa passione, il loro caso è disperato. Soppravengono perdite seminali senza erezione, il petto si risente, le labbra scoloriscono, la memoria svanisce, la ragione si altera. [...]


Desidero concludere con questa invettiva alla antica arte masturbatoria per cui, secondo questo eminente studioso, io dovrei già essere morto e sepolto.

Ho sprecato tanto tempo non solo per farci due risate ma per farvi riflettere su come certe incredibili stronzate siano state reputate come oro colato non più di 60 anni fa.
Questo libro mi fa tanto pensare ai soliti servizi che si rincorrono su Studio Aperto, Raisalute, Elisir e chi più ne ha più ne metta.
Quei servizi in cui ci propinano il gelato come elemento essenziale per la nostra dieta, il fritto di pesce come aiuto al cuore, il cetriolo per il contorno occhi, l'aglio come natuale cardioregolatore, il formaggio stagionato come afrodisiaco.
Sono certo che ognuno di voi avrà visto almeno una volta nella propria vita un vecchietto centenario che parla del segreto della sua longevità; e allora interviste, flash e congratulazioni.
E allora domande al solito dottore truccato con più fondotinta di Raffaello Tonon a Buona Domenica.
E allora consigli, consigli, raccomandazioni alimentari.
E allora bere un estratto di limone siciliano al giorno allunga la vita, il mango previene i tumori, il cocco aiuta a non avere i calcoli renali e stronzate simili.

Fortunatamente i posteri non dovranno faticare leggendo più di 250 pagine per trovare il meglio da scrivere su un insipido blog, loro avranno le registrazioni di questi nostri consigli.
Avranno la possibilità di deridere non solo le nostre stupide convinzioni, non solo la nostra ancestrale reverenza verso chi parla in tv ma anche le espressioni e le pose di chi spara cazzate del genere, il volto serioso e l'atteggiamento impettito di una giornalista ciucciacazzi che ha guadagnato la sua posizione sulle ginocchia, credere e incitare gli stupidi teleutenti al consumo del miracoloso prodotto di fine stagione.

Che bella cosa la tecnologia.

Che Dio possa perdonare la nostra stupidità.

A presto miei gentlemen.

Wrote in citazioni, acide riflessioni
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Puro e disposto a salire le stelle...

mercoledì, 06 dicembre 2006, 22:24


Salvador Dalì, La barca de almas


Salve gentlemen, quello che vi propongo stasera è un piccolo estratto dal mio recente studio, pezzo che trovo molto, troppo attuale, per contenuti e disperazione poetica che mi cinge come sciarpa troppo allacciata.
Buona lettura.
[...]
Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Quell'anima gentil fu così presta,
sol per lo doce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.
Cerca, misera, intorno da le prode
le tue marine, e poi ti guarda in seno,
s'alcuna parte in te di pace gode.
Che val perché ti racconciasse il freno
Iustiniano, se la sella è vota?
Sanz' esso fora la vergogna meno.
Ahi gente che dovresti esser devota,
e lasciar seder Cesare in la sella,
se bene intendi ciò che Dio ti nota,
guarda come esta fiera è fatta fella
per non essere corretta da li sproni,
 poi che ponesti mano a la predella.
[...]
E se licito m'è, o sommo Giove
che fosti in terra per noi crucifisso,
son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?
O è preparazion che ne l'abisso
del tuo consiglio fai per alcun bene
in tutto de l'accorger nostro scisso?
Chè le città d' Italia tutte piene
son di tiranni, e un Marcel diventa
ogne villan che parteggiando viene.
[...]
Molti hanno giustizia in cuore e tardi scocca
per non venir senza consiglio a l'arco;
ma il popol tuo l'ha in sommo de la bocca.
Molti rifiutan lo comune incarico;
ma il popol tuo solicito risponde
sanza chiamare, e grida: << I' mi sobbarco! >>
[...]
Quante volte, del tempo che rimembre,
legge, moneta, officio e costume
hai tu mutato, e rinovate membre!
E se ben ti ricordi e vedi lume,
vedrai te somigliante a quella inferma
che non può trovar posa in su le piume,
ma con dar volta suo dolore scherma.

Dante Alighieri, Divina Commedia.
Purgatorio, Canto VI


Traduzione e attualizzazione:

Ah, Italia serva, ricettacolo di dolore
nave senza guida nella tempesta
non donna di provincia ma puttana!

(patriottismo e appoggio al migliore offerente un tanto al chilo)

Sordello fu così veloce di festeggiare il suo concittadino
solo sentendo pronunciare il nome della sua terra qui, in Purgatorio;

(Sordello, concittadino mantovano di Virgilio, solo sentendo parlare della propria città è entusiasta di vedere l'apparizione del poeta)

ed ora in te, Italia, i vivi non smettono di darsi battaglia

(ci sono conflitti interni nel nostro Paese? E da quando?)

e gli uni con gli altri si odiano
partendo dai membri della stessa città.

(c'è odio in Italia: derby, le squadre di Maria de Filippi, le risse nei reality, i cortei con i cori da stadio...)

Guarda, misera Italia attorno alle tue coste
e poi nell' entroterra
se esiste anche solo una parte di territorio che gode di pace.
A che servono le leggi che ti impose Giustiniano
se nessuno ti comanda?
                
(a che servono tante leggi giuste ed equilibrate se nessuno è in grado di metterle in atto?)

Senza tutte quelle legislazioni almeno non dovremmo vergognarci.
Ah, Chiesa, che dovresti essere devota solo alle pratiche spirituali
e lasciare sedere i governanti al comando,

(Chiesa, non hai forse il solo compito di amministrare solo le anime dei cristiani?)

se hai bene capito ciò che Dio ti raccomanda,
 
(se ben ti ricordi cosa aveva detto Dio: "dare a Cesare quel che è di Cesare", in poche parole: fatti i cazzi tuoi)

guarda come questa bestia (l' Italia)è diventata selvaggia
perchè non è mai stata corretta adeguatamente,
da quando voi metteste mano alle briglie del paese.

(da quando volete comandare anche voi tutto si è incasinato ulteriormente)

[...]
E se mi è lecito, oh Dio onnipotente
che ti sacrificasti con la crocifissione per noi
è forse il tuo sguardo rivolto altrove?
O tutto questo è una preparazione orchestrata dal tuo ingegno
per benedirci con un bene superiore che arriverà improvvisamente?

(Dio, se esisti veramente, stai forse guardando una partita su sky? O hai in serbo per noi qualche splendida sorpresa tipo lotteria di fine anno?)

Perchè le città d' Italia sono piene di tiranni
e diventa eroe ogni inetto
che si getta nelle contese politiche.

(fra il mortadella e la iena immor(t)ale non saprei chi scegliere per primo...)

[...]
Molti hanno la giustizia nel cuore
eppure le decisioni giuste si concretizzano in ritardo
perchè devono essere prima vidimate e vagliate;
ma i tuoi abitanti la giustizia ce l'ha sempre sulle labbra.

(Eh si, descrizione fatta e finita del nostro stato e dei nostri conpaesani con i casi di Moggiopoli, Tangentopoli, Vallettopoli...)

Molti rifiutano il peso delle cariche pubbliche;
ma i tuoi abitanti rispondono solleciti
senza bisogno di essere chiamati, e gridano: << Ci penso io! >>

(E per fortuna che ci sono loro...)

[...]
Quante volte, a memoria d'uomo,
hai cambiato legge, moneta, istituzioni e costumi               

(Quante volte, sgualdrina, hai cambiato atteggiamento politico,usi e costumi sociali. Ah quanti partner hai cambiato Italia puttana!)

e quante volte hai diviso i cittadini in squadre con le tue fazioni !
E se bene ti ricordi,
vedrai che assomigli come a quella povera malferma
che non riesce a trovare riposo sul letto
e si illude che col cambiamento di posizione riuscirà a trovare un rimedio al proprio male.

Eh Italia! Stai morendo, sei in tenda ossigeno da quasi un millenio ed io sono troppo insensibile per non concederti l'eutanasia che ti meriti.

Addio Italia puttana, con tutte le tue scempiaggini ed i tuoi abitanti che si nutrono di luoghi comuni, come me.

Questo è quello che scriveva Dante Alighieri più di 700 anni fa gentlemen, vi lascio con queste mie amare conclusioni ed una frase che dovrebbe farci rilfettere:

[...]
<< Ma si ricorda di me? >>
<< Certo che mi ricordo. >>
<< Posso permettermi di farle una domanda? ... Poi gliene farò altre, di altra natura... Nei componimenti di italiano lei mi assegnava sempre un tre, perchè copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perchè? >>
<< Perchè aveva copiato da un autore più intelligente. >>
Il magistrato scoppiò a ridere.
<< L' italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica... >>
<< L' italiano non è l' italiano: è il ragionare >>
disse il professore. << Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto.>>
[...]

Leonardo Sciascia, Una storia semplice

Wrote in citazioni, acide riflessioni
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Remember, remember the fifth of November

domenica, 05 novembre 2006, 12:33



Remember, remember, the 5th of November
Gunpowder Treason and plot ;
I know of no reason why the Gunpowder Treason
Should ever be forgot.

Guy Fawkes, Guy Fawkes,
'T was his intent.
To blow up the King and the Parliament.
Three score barrels of powder below.
Poor old England to overthrow.
By God's providence he was catch'd,
With a dark lantern and burning match

Holloa boys, Holloa boys, let the bells ring
Holloa boys, Holloa boys, God save the King!

Hip hip Hoorah !
Hip hip Hoorah !

A penny loaf to feed ol' Pope,
A farthing cheese to choke him.
A pint of beer to rinse it down,
A faggot of sticks to burn him.
Burn him in a tub of tar',
Burn him like a blazing star.
Burn his body from his head,
Then we'll say: ol' Pope is dead.

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