venerdì, 16 novembre 2007, 13:52
Ciao, grande uomo che mi facevi arrabbiare con la barba pungente e ti segnavo di no quando minacciavi di baciarmi, ma a cui affidavo fiducioso la mia protezione. Ciao, piccola grande donna che sapevi sempre come consolarmi di cui cercavo ancora il seno e a cui affidavo fiducioso la mia cura. Ciao, grande fratello, che aveva adottato come compagno di giochi e mi illuminavo quando ti vedevo tornare a casa. Ciao, piccolo grande fratellino che mi facevi fare le cose più strane, spaventavamo la mamma ma mi divertivo da matti quando giocavo con te e ti piantavo dei bei morsacchi quando mi facevi i dispetti. Oggi vi saluto tutti, e insieme a voi saluto tutti i grandi uomini e tutte le piccole grandi donne e tutti i fratelloni ed i fratellini di buona volontà accingendomi a diventare l’angelo che già avevo dimostrato di essere in terra. Non mi sono sottratto alla sofferenza e non mi sono sottratto al sacrificio estremo. Il messaggio che voglio lasciarvi, grandi uomini, piccole grandi donne e grandi fratellini: FATE CHE IL MIO SACRIFICIO NON SI PERDA NELL’OBLIO. FATE CHE IL MIO SACRIFICIO SIA UTILE AI VOSTRI CUORI. FATE CHE IL MIO SACRIFICIO VI RENDA CONSAPEVOLI DELLA SACRALITA’ DELLA VITA UMANA, CON CUI NON SI PUO’ GIOCARE …. E A ME PIACEVA MOLTO GIOCARE. Ciao mamma, ciao papà, ciao Abo, ciao Dado e un grande sorriso solare come sapevo fare a tutti voi che vi siete stretti a sorreggere la mia famiglia. Tommy Va bene il dolore, va bene il cordoglio ma qualcuno crede ancora allo SPIRITO DEL BAMBINO MORTO CHE FA’ LA PREDICA ALL’UMANITA’? E allora va bene così Tommy. Senza rancore eh?! Cioè mi state dicendo che basta essere assassinati in modo brutale per arrivare dritto con un calcio in culo da San Pietro con un posto in business class? Cazzo, allora vedrò di andare a dar fastidio a qualche crocchio di rumeni spiegando con calma il mio parere sulla loro lingua alla Star Trek e sulla loro abitudine di vomitare di fronte al posto dove lavora mia madre. E Annamaria Franzoni? Se hai un figlio di troppo e vuoi un santo in famiglia basta dare l’infante alla lacrimevole assassinare et voilà, capre, cavoli e lupi, tutti contenti a modo loro. Mica cazzi. Un po’ come le mug di Elvis made in china in edizione limitata, con tanto di numero stampato e certificato di garanzia. Mica cazzi. Sono cose che domani acquistano un valore, cimeli di famiglia. Mica cazzi. Come tutte le carte a numero limitato l’elemento che contraddistingue questa serie è l’alta qualità, l’interesse per i particolari, il packaging accattivante. Come ho ottenuto questo prezioso santino? Da mia cugina mongoloide ovviamente. Non è solo andata con tutta la sua famiglia pseudonormale al funerale per incontrare altre famiglie pseudonormali e scambiarsi commenti su come il mondo non sia più quello di una volta e magari farsi incorniciare dal nero mirino di Tv Parma con quel nuovo cappotto comprato in saldo che snellisce tanto i fianchi. No. Non si è limitata ad andare alla cazzo di fiaccolata in onore del bambino cercando disperatamente di sfoggiare nuovi luoghi comuni, nuovi cappotti e nuove lacrime da sputare in occasione del discorso del parroco che ringrazia i fedeli della partecipazione, dei genitori che ringraziano il parroco, della proloco che ringrazia l’assassino per la botta di vita che ha dato alla città. No. Non solo è andata in pellegrinaggio nel posto dove quel povero bambino si è preso una vangata in testa, ha vomitato un buon litro di sangue con il cervello che faceva cucù dalla faccia, ha rantolato ancora per una buona oretta per poi finalmente morire abbracciato dal freddo delle rive dell'Enza. No. Ha fatto pure un paio di foto, cercando non so quale dettaglio come un cazzo di detective di C.S.I. Las Vegas. No. E’ andata a prendere questo fottuto santino limited version in non so quale buco, strappandolo dalle legnose mani di vecchie annoiate, da rapaci artigli ipocriti e tentacoli di politicanti al loro primo funerale pubblico. Ha messo in casa il suo prezioso tesoro, sempre in bella vista, sopra la tv, sospeso ad un portaspezie da rigattiere, in attesa che l’annoiato occhio di qualcuno cada sulla plastica arrotondata ai bordi e, stancamente, bofonchi qualche frase come “che peccato eh? Poverino …” o “cosa fanno sul 4? C’è Forum?” e poi nulla più. - Giochiamocela a biglie. - No. - A morra? - No. - Cosa vuoi allora? Un Papa Giovanni? - Naaaaaaa quello ce l’hanno tutti! Onofri è molto raro, dammi almeno due Samuele. Con questa grande moda del funerale perfetto, dei ricordi da dare ai sopravvissuti alla propria stessa vita, dell’assoluta necessità, dell’ossessione di disperdersi; con tutte queste stronzate da uomo post-post-moderno c’è un mercato che solo pochi sanno vedere. La parola chiave è book. Vai in giro per le case e presenti a vecchi in odor d’arrivo, giovani malati di cancro e aspiranti suicidi con una splendida collezione di fotografie-santini-carte da gioco plastificate alla perfezione e incorniciate su misura. Lamette, teschi e stelline per il giovane che si è tagliato i polsi, sul retro un pezzo dei Linkin Park. Santi, Vergini e Papi per vecchi morti di vita, spenti da sé stessi. Cornici semplici, marmoree, dorate per il morto ateo, sul retro frasi di scienziati eminenti, mangiapreti o poesiola da bacio perugina. Modalità grande fratello, con bordi a mò di obbiettivo fotografico per la stella tv appassita, l’amante del palinsesto, l’usciere di Cologno Monzese. E poi ancora meglio: l’album delle figurine collezionabili, scambiabili ed in edizione limitata. Immaginate lo scompiglio nelle edicole e nei negozi specializzati con la morte di Biagi, la ragazza dell’Umbria, Guido Nicheli. Un ciccionissimo e sorridente Pavarotti, quasi un pinguino deforme, che urla “Vinceròòòò”, “Non ho evaso il fisco”, “E’ un cancro”. Gigi Sabani con giunture snodabili con occhi che si illuminano al buio ed un microchip che rileva il movimento circostante rendendolo capace di vomitare pessime imitazioni di personaggi più o meno noti: “Ehilà amici ascoltatori, allegria!”, “State bboni”, “Mi consenta”. Vai in edicola con i soldi rubati dalla borsetta di nonna e giù a dar la possibilità di pagare le rate di una pessima auto finto-ricca ad un pessimo commerciante che ricambierà con un pessimo ghigno di gratitudine. Bambino della nuova era: minaccia di dare più attenzioni a tua madre separata per avere le carte collezionabili dei morti! Bambina: allarma i genitori con un accenno di puttanaggine per avere un nuovo pacchetto di carte collezionabili dei morti! Mamma, Papà: se non volete che la vostra separazione sia uno choc eterno per le vostre povere creature comprate a iosa le carte collezionabili dei morti! Fallito trentenne: uccidi quell’inutile scrofa paraplegica di tua madre e rubale ogni avere per dare un senso alla tua vita con le cartecollezionabili dei morti! (la nostra società declina ogni responsabilità per furto-omicidio-truffa assicurativa perpetrata al fine di acquistare le CARTE COLLEZIONABILI DEI MORTI, non invitiamo nessuno a seguire i nostri consigli né quelli di nessun altro. Dio non esiste. Adorate il grande idolo serpente. Aut. Min. ric.) E via così. Senza offesa eh bambino morto?! Ma qualcuno scambia un Tommy con un Biagi? Giochiamocela a biglie. ----------------------------------------------Edit------------------------------------------------------
Una saint-maker per eccellenza!




Aut. Min. Ric.
Wrote in mondo reale, acide riflessioni
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Salve gentlemen, sono un nerd che ha deciso di strappare la propria piccolissima fetta di notorietà scrivendo sciocchezze qualunquiste; uno scrittore in erba alla soglia dei 25 ed un aspirante uomo invisibile che riversa acido che pochi leggono.
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