domenica, 13 settembre 2009, 18:21
Ultimamente mi capita di pensare a quanto tutta questa tecnologia renda il mondo un posto freddo, disabitato, sbagliato.
Sapete, la parte di me ancorata alla terra ed ai suoi valori mi impone di ristabilire l'ordine delle cose, anche quando non vorrei, anche quando è fottutamente difficile.
Decenni di trasmissioni televisive buoniste, di Michael J. Fox che anche da licantropo conquista la cheerleader di turno, di Teletubbies, di manga giapponesi del cazzo, di "credi in te e ci riuscirai" di "sii te stesso" di "non ha importanza come appari, l'importante è quello che hai dentro" hanno rovinato intere generazioni che, ora, per colpa di tutta questa merda, si ritengono veramente unici ed in grado di affrontare il Mondo.
Facebook - avremo modo di parlarne in un secondo momento, sto ancora raccogliendo materiale - con il suo amore sottovuoto, il mondo delle autoproduzioni, la rassegnazione sconvolta di famiglia e amici ed un eccessiva quantità di tempo libero; ecco cosa, oggi, genera mostri che la nostra società blanda non riesce più ad arginare come un tempo, con delle sassate sul volto dell'incapace, del più brutto, dello stupido.
Quindi, vi prego, se siete incapaci di giudicare voi stessi, per amor vostro, della nostra società e della vostra dignità bisognosa di conferme, pensateci due volte prima di aprire un fotolog, un vlog o un qualsiasi mezzo di diffusione della vostra immagine o dei vostri artistici parti anali.
Se avete ancora un minimo di senso del Reale abbandonate la Rete e tornate quando e se diventerete persone.
Nel caso vogliate intraprendere questo percorso lasciate che vi dia un consiglio cari aspiranti vampiri, cosplayer, abitanti del villaggio della foglia, modelle, pirati di gomma, robot spaziali o semplici bad-asses: smettetela di estorcere soldi ai vostri genitori, trovatevi un partner, scopate e uscite dalla vostra stanzetta-rifugio.
Lo so, è dura.
Non vorrei farlo ma devo.
Cari ragazzi non siete, non siamo, speciali.
Siamo tutti dei miserabili pezzi di merda che lottano per avere tutto l'amore che i nostri genitori non ci hanno dato.
Tutte stronzate.
Video con audio: blip.tv/file/2597352
Video senza audio censurato da youtube:
Ringrazio K. per aver sbeffeggiato con me, in fase di realizzazione, alcune fra le persone più brutte della Rete e per avermi dato un paio di interessanti consigli sul montaggio.
Wrote in mondo reale, mondo di internet
commenti (24)
domenica, 02 agosto 2009, 17:10
Ok gente, non sarà il post migliore del mondo nel blog migliore del mondo ma è domenica, sono reduce da una grigliata ed almeno non è una di quegli stupidi interventi su come sia duro essere bulimici o ritardati o entrambi. Come forse alcuni di voi sapranno le mie grandi aspirazioni letterarie si stanno lentamente trasformando in una sorta di prostituzione intellettuale in cui porgo la penna (nonché la dignità o quel poco che ne rimane) al pagante di turno. Mentre ero in attesa di un sindaco tracagnotto e sudaticcio, dalla fluida parlata dialettale e dall' orcodì facile, ho cercato un po' di divertimento a basso costo nell'Internet andando a stanare una perla che risale alla celebrazione di nostro signore dei non-morti Gesù Cristo: la Pasqua. CADE DAL MONOPATTINO MUORE CINQUANTUNENNE Questo il titolo dell'articolo che ha attratto la mia attenzione. Questo tizio, G.B., dirigente d'azienda e tutto il resto, un uomo quadrato e perbene, la sera di Pasqua, davanti ai suoi nipoti, probabilmente pieno come un otre di buon vino e cibo, spinto da un desiderio senza nome, decide di cavalcare uno di questi: e scendere da un argine. Risultato: caduta accidentale, trauma celebrale, morte in ospedale. Questo evento, per quanto darwiniano, cari gentlemen, dovrebbe farci riflettere tutti. Cosa spinge un uomo mediocre, di buona cultura ed estrazione sociale, a “fare il matto” così, all'improvviso, davanti ai nipoti e con un giocattolo per bambini? Cosa spinge, più in generale, persone che hanno poco o nulla da spartire con un mondo fatto di estro, improvvisazione e personalità? Il mio amore verso Verga ed i suoi sconfitti mi ricorda che, forse, in un mondo ideale ognuno, ben conscio dei limiti che Dio gli ha saggiamente fornito, rimane al suo posto senza cercare di essere qualcos'altro per 5 minuti della propria, inutile, vita. Pensate per un momento alla caduta, al volto dei nipoti, alla loro reazione dopo quel CRACK che non dimenticheranno mai, non importa quanti specialisti pagheranno. E ancora, vi prego, fate uno sforzo ed immaginate quello che G. può aver pensato del suo gesto mentre era lì, nella sua pozza di sangue, con gli occhi rivoltati verso quel Cielo che l'ha creato così mediocre. Volendo fare un salto nel futuro, come pensate che sua moglie risponderà alla domanda “ma come è morto tuo marito?”. Non credete anche voi che, per usare un termine molto in voga qui dalle mie parti, non sia autorizzata moralmente a scuotere le spalle e a dire a mezza voce “da nador”? E ancora, che succederà quando, anche in Italia, arriverà questo? Fonti: http://parma.repubblica.it/dettaglio/articolo/1617470 Video: http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/video/6263/Cade_dal_monopattino_a_Mezzani%3A_perde_la_vita_un_51enne.html


Wrote in mondo reale
commenti (19)
lunedì, 27 aprile 2009, 17:02
Signori, è venuto il momento fatale anche per questo blog.
C'è crisi, dicono.
Ci si deve adeguare ai tempi, dicono.
Non mi tiro indietro dunque e, con malcelato orgoglio, vi presento la lista delle chiavi di accesso che conducono a questo raffazzonato blog.
Prima di presentarvi la lista mi sento obbligato a spendere due parole su questo encomiabile risultato: quando uno, un po' noob nel mondo di internet cerca qualcosa, qualsiasi cosa, deve raggiungere un motore di ricerca e digitare quello che vuole vedere sullo schermo, elencare i suoi desideri, come col genio blu della Disney, così dicono.
Quindi, c'è questo tizio, probabilmente un lavoratore, un affettuoso padre di famiglia, che, al riparo dai colleghi, ruba cinque minuti di connessione, arriva su google e digita il suo desiderio più grande: il cazzo di mio padre.
C'è questa studentessa, abbarbicata fuori da un edificio pubblico, batte i denti e per scaldarsi fuma una sigaretta dietro l'altra, non demorde: la connessione wireless è più importante di ogni cosa: mail, facebook, lavoro, università e una piccola ricerchina per ingannare il tempo fra una attesa ed un'altra: calcoli renali e masturbazione.
Ora, non so cosa stia succedendo a tutti, ma non posso che essere felice per queste ricerche; non posso che ritenermi soddisfatto sapendo di esaudire i desideri di centinaia di perversi e degenerati amanti del pissing, dello scat, del fisting e chi più ne ha più ne metta.
C'è la crisi dei costumi, la decadenza della morale, si impennano i delitti sessuali, alla gente piace vedere donne disperate che mangiano vomito; passerà, dicono.

Immagine ingrandita reperibile al sito: img264.imageshack.us/img264/2074/chiavidiaccessoalblogw.png
Wrote in mondo di internet
commenti (20)
lunedì, 19 gennaio 2009, 22:41
Giusto un mesetto fa, appena prima di essere rapito e pestato a morte dai miei cosiddetti amici in onore della mia tarda laurea, mi è capitato di guardare "Paperissima Sprint" senza volume.
Quello che ci si presenta di fronte agli occhi, una volta privato dei vari "stiamo viscini, viscini" , "ecchime qua" e "besugo! Ti spacco la faccia!", è uno spettacolo ributtante ed ai limiti del gore.
Forse nessuno si è mai chiesto cosa ne è stato della giovane donna caduta durante la lezione di parapendio accompagnata dal classico "fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, booooooom" firmato Disney.
Probabilmete l'operario mattacchione vittima di un cedimento strutturale ora è su una sedia a rotelle, la famiglia a carico, una misera pensione d'invalidità come unico sostegno ed, ovviamente, sparso per la rete, la testimonianza della sua stupidità, montata in digitale, con effetti sonori cartoon.
Qui, in Italia, patria e puttana dell'intrattenimento dozzinale, la trasmissione "America's Funniest Home Video" è stata adattata al delicato palato degli spettattori sbattendo in video un vecchio pupazzo rosso e, a turno, miss Italia disoccupate, vecchie baldracche e scimmie in minigonna con cagnetto parlante.
In tutto questo clima il mio contributo, lo capisco, è poca cosa ma, se vorrete, potrete godere con me della mia personalissima versione di un gruppo di "papere domestiche".
Ricci, guarda e contattami.
Al massimo posso fare il Gabibbo o la scimmia dal seno scoperto.
il video è disponibile su youtube all'indirizzo: it.youtube.com/watch
Wrote in tv , mondo di internet, acide riflessioni
commenti (56)
domenica, 14 settembre 2008, 20:00
Nella triste vita di un creativo accadono spesso eventi davanti ai quali non si possono chiudere gli occhi e che cambiano per sempre il senso del reale che ci ha accompagnato sino a quel momento.
Così come nel caso di Tommy e le Carte Collezionabili dei Morti anche qui il mio miserabile ego ha subito una batosta mortale: la tua fantasia non vale un cazzo!
Ecco cosa urlano questi accadimenti di provincia sonnolenta, di mondo dentro al mondo dentro al mondo dentro la merda, un po' come nella nuova pubblicità della Coca-Cola.
E' assolutamente inutile cullare ambizioni di gloria da grande romanziere quando si prendono certi calci in culo dal reale, quando è assolutamente certo che il Maelstrom sta avanzando inglobando ogni cosa divorando ogni speranza.
Quando il limes fra reale e fantastico si assottiglia sino a diventare un nastro invisibile succedono cose strane, imprevedibili, grottesche.
Poe si sarebbe fatto delle pugnette con una notizia così.

Fatemi uscire dalla camera iperbarica di studio e vi pubblico il mio nuovo progetto.
Nel frattempo potremmo pure discutere degli strani eventi della periferia, ho sempre avuto un certo debole per certe cose...
Wrote in mondo reale
commenti (34)
sabato, 05 luglio 2008, 16:13
Bla, bla, bla.
Si, certo, mi dispiace non aggiornare il blog, ricevere commenti stupidi da ragazzine che si tagliano perché la prof di mate non capisce la loro impossibile condizione esistenziale.
E’ una storia molto triste ma d’altronde quale storia non lo è?
Oggi vi propongo, amati gentlemen, un intrigante test estivo.
Di quelli da fare sotto l’ombrellone mentre tutta l’estate vi vortica intorno ululando impazzita per chissà quale motivo.
Meglio del sudoku, più intrigante delle parole crociate, della politichetta da ombrellone, dell’omicidio familiare di metà agosto.
Qui si sta facendo scienza, statistica e storia quindi per piacere, un po’ di serietà.
Ecco il semplicissimo regolamento:
Vi saranno proposte tre versioni diverse della stessa immagine.
Dovrete guardarle per pochi secondi e scegliere ad istinto quale, per un motivo o per un altro, vi attrae maggiormente.
Segnate le vostre risposte su un commento e leggete in calce al test quel’è il vostro profilo.
Da notare che le immagini sono progressivamente coinvolgenti da un punto di vista emotivo; non perdete la calma, non masturbatevi, tutto ciò serve per la scienza, per tracciare una linea fra la semplice ostentazione di ghiandole mammarie e l’Arte, fra una foto venuta male ed un soggetto “dark”.
Abbiate fede, la scienza ci salverà tutti.
O ci ucciderà mentre ci serviamo di lei.
Immagine 1:

Immagine 2:

Immagine 3:

Immagine 4:

Immagine 5:

Immagine 6:

MAGGIORANZA DI RISPOSTE A:
Non c’è che dire, sei una persona con un acuto senso d’osservazione ma con i piedi per terra, granitico e pragmatico.
Per te un paio di tette rimangono un paio di tette ed una giapponese che in posa plastica ingurgita la propria diarrea rimane un ottimo metodo per prendere il tetano, i parassiti intestinali ed altre malattie veneree in un nuovo modo che non mancherà di farti guadagnare la stima e la simpatia di tutti i tuoi amici e parenti.
Probabilmente da piccolo quando entravi in un negozio di dolci i tuoi genitori ti picchiavano davanti a tutti solo perché hai desiderato un toblerone.
Quegli schiaffi a mano rovesciata, con le nocche ben schiacciate contro naso e denti ti fanno ancora fischiare le orecchie quando cambia il tempo; d'altronde hai baciato più volte l'anello con pietra in evidenza di tua madre che la tua ragazza.
I tuoi genitori sapevano che dietro alla richiesta del cioccolato si nascondeva una voglia ben più oscura, loro erano coscienti che proprio tu, caro utente casuale, saresti diventato un perverso amante del cazzo in ogni sua forma e manifestazione.
Ogni cosa che ha una protuberanza è di per sé eccitante, non importa quale sia la sua natura: hotdog, bottiglie, flauti, penne, lombrichi, merda congelata.
Se sei un essere disgustoso lo devi unicamente a quell'ammiccante, sensuale, perverso toblerone.
Tutta colpa di quella puttanella nella sua carta d'argento che ti urlava nelle orecchie mentre papà e mamma facevano il loro duro lavoro manuale.
Ora è troppo tardi per capirlo e per chiedere scusa a due fredde lapidi ma i tuoi vecchi stavano cercando di salvare la tua sporca anima, una frustata alla volta, giù giù sino a quel posto speciale in cui Dio ha nascosto la nostra cosa più sacra.
MAGGIORANZA DI RISPOSTE B:
Sei decisamente un artista.
Tutti a questo mondo, nessuno escluso, dovranno aprire gli occhi di fronte a questo dato oggettivo.
TU-SEI-UN-CAZZO-DI-ARTISTA.
Non ha importanza se fotografi merde di cane e le esponi in squallidi baretti con sotto una targa che, orgogliosamente, spiega al mondo che la tua visione del normale in una società altamente deumanizzata ti impone la scelta di modelli atipici per smuovere le sonnolente coscienze della gente.
Tramite la magia del bianco/nero ogni cosa, anche la più banale, diventa fonte di riflessione: la giovane donna è l’esatta rappresentazione del Giappone moderno separato da un conflitto intestino ed irreversibile fra tradizione e innovazione; la merda a spruzzo rappresenta l’elite che per molti anni ha dominato lo stato e che in un modo o nell’altro alimenta ancora il nuovo strato generazionale, in un ouroboros fatto di cibo digerito tutto questo assume una connotazione splendida, epica e fragile.
Così, senza nemmeno accorgersene, un tombino diventa un mezzo per riflettere sulla spazialità urbana, il primo piano di una spiga di grano un chiaro rimando ad un libro carino ma eccessivamente lodato e ad una dimensione infantile tristemente abbandonata sulla strada della vita.
Sei l’alchimista del bianco/nero, il supremo manipolatore di quotidianità, colui che spera di portarsi a letto qualcuno cianciando abbastanza a lungo e conservando una dignità intellettuale anche di fronte ad un chiaro rifiuto.
Il tuo cappello alternativo, i tuoi bracciali etnici, il tuo modo di parlare alle persone come l’unico detentore della scintilla d’ingegno faticosamente sottratta agli Dèi palesa la tua natura e se a qualcuno fosse rimasto anche solo un briciolo di dubbio potrai spiegare nel dettaglio le tue poesie di ispirazione ermetica.
Solo dopo un orgasmo di 3 ore di spiegazione filata in apnea anche i più subdoli omuncoli si arrenderanno all’evidenza: sei un artista.
SEI UN ARTISTA PER DIO!
MAGGIORANZA DI RISPOSTE C:
Il male non ti da tregua vero?!
Su, a me puoi dirlo, so che è difficile essere un angelo caduto oggigiorno.
Profondi solchi di matita circondano i tuoi occhi legandoti a questo mondo di sofferenza, cerone e anfibi alti, anche d’estate, soprattutto d’estate.
Probabilmente hai un account su deviantart, un’intera collezione di pupazzi di Nightmare Before Christmas un’adorazione per Johnny Deep schiavo di Tim Burton, un cane che si chiama Zero ed un paio di genitori tenuti in vita da un mix sapientemente composto da antidepressivi e grappa.
Disprezzi le nuove mode: voi avete iniziato a soffrire prima di tutti, prima che la sofferenza fosse di moda voi eravate li, a soffrire.
Nessuno ti capisce, questo è un dato scontato ma che è sempre bene ribadire, non si sa mai che ci sia qualcuno che creda di star capendo cosa passi per la tua mente di ex serafino.
Ti circondi di amici ma, va da sé, tu di amici non ne hai, non ne puoi avere, ogni amico toglierebbe alla tua sofferenza quella focalizzazione necessaria ad essere l’unico motore della tua vita.
I tuoi genitori non solo non ti capiscano ma ti odiano.
Ti odiano a tal punto da mantenerti alla tenera età di 32 anni con una paghetta di soli 550 euro mensili, più vitto e alloggio, s’intende.
Il loro odio è così chiaro nei tuoi confronti che ogni volta, sotto le feste, quando la tua vecchia nonna ti chiede perché non ti sei ancora laureato loro, interrompendo quello che potrebbe essere il tuo miglior pezzo di autocommiserazione e nichilismo, dicono solo che hai avuto dei problemi con la tesi.
Problemi molto gravi.
Problemi burocratici che ti affliggono da circa 5 anni.
D’altronde si sa come funziona con questi uffici.
Si, esatto, è uno scandalo.
Ti senti circondato da idioti, gente che lavora e si sbatte, inutili coglioni che si affannano inseguendo sogni senza senso; senti l’impellenza biologica di dimostrare con il tuo esplicito rifiuto della società umana tutto il tuo disappunto riguardo ad ogni cosa che non sia la tua stessa manifestazione fisica (l'anima è OVVIAMENTE corrotta e/o assente e/o incatenata/sporca/infranta/sanguinante o qualche cazzata simile).
Prima che l’uomo alzasse gli occhi per dare un nome alle stelle voi eravate la, al di sopra del Sole a volteggiare maestosamente ed a soffrire ascoltando i Cure.
EQUILIBRIO DI RISPOSTE:
Non vorrei essere brusco con te ragazzo ma datti una svegliata per Dio.
Imbraccia il fucile, fai un paio di flessioni ed esci ad uccidere qualche terrorista inculacammelli del cazzo!
Probabilmente sei così indeciso che prima di compiere qualsiasi mossa durante un rapporto sessuale chiedi, con voce stridula e spaventata: “Posso?!”.
Se sei un lui la tua ragazza decide per te ogni cosa, la tua dignità se n’è andata quando la tua psicopatica metà ti ha obbligato a commuoverti guardando Sex and the city e tu li, a piangere come un vitello per quelle 4 baldracche tirate.
Se sei una lei sarai ormai abituata a giustificare gli ematomi che indossi su tutto il corpo, i tuoi amici ti chiamano simpaticamente dalmata; ogni volta che ti addormenti fra i singhiozzi sogni di essere un ratto che si suicida morendo d’inedia sulla colla topicida.
In un modo o nell’altro non hai una vita, se stai leggendo queste righe è solo perché qualcuno te l’ha permesso.
Iscriviti a qualche pallosissima religione orientale per cercare qualcosa di buono dentro di te.
Non funzionerà.
Nulla è buono in te.
Meriti tutto quello che ti sta succedendo.
Wrote in mondo reale
commenti (55)
venerdì, 16 novembre 2007, 13:52
Ciao, grande uomo che mi facevi arrabbiare con la barba pungente e ti segnavo di no quando minacciavi di baciarmi, ma a cui affidavo fiducioso la mia protezione. Ciao, piccola grande donna che sapevi sempre come consolarmi di cui cercavo ancora il seno e a cui affidavo fiducioso la mia cura. Ciao, grande fratello, che aveva adottato come compagno di giochi e mi illuminavo quando ti vedevo tornare a casa. Ciao, piccolo grande fratellino che mi facevi fare le cose più strane, spaventavamo la mamma ma mi divertivo da matti quando giocavo con te e ti piantavo dei bei morsacchi quando mi facevi i dispetti. Oggi vi saluto tutti, e insieme a voi saluto tutti i grandi uomini e tutte le piccole grandi donne e tutti i fratelloni ed i fratellini di buona volontà accingendomi a diventare l’angelo che già avevo dimostrato di essere in terra. Non mi sono sottratto alla sofferenza e non mi sono sottratto al sacrificio estremo. Il messaggio che voglio lasciarvi, grandi uomini, piccole grandi donne e grandi fratellini: FATE CHE IL MIO SACRIFICIO NON SI PERDA NELL’OBLIO. FATE CHE IL MIO SACRIFICIO SIA UTILE AI VOSTRI CUORI. FATE CHE IL MIO SACRIFICIO VI RENDA CONSAPEVOLI DELLA SACRALITA’ DELLA VITA UMANA, CON CUI NON SI PUO’ GIOCARE …. E A ME PIACEVA MOLTO GIOCARE. Ciao mamma, ciao papà, ciao Abo, ciao Dado e un grande sorriso solare come sapevo fare a tutti voi che vi siete stretti a sorreggere la mia famiglia. Tommy Va bene il dolore, va bene il cordoglio ma qualcuno crede ancora allo SPIRITO DEL BAMBINO MORTO CHE FA’ LA PREDICA ALL’UMANITA’? E allora va bene così Tommy. Senza rancore eh?! Cioè mi state dicendo che basta essere assassinati in modo brutale per arrivare dritto con un calcio in culo da San Pietro con un posto in business class? Cazzo, allora vedrò di andare a dar fastidio a qualche crocchio di rumeni spiegando con calma il mio parere sulla loro lingua alla Star Trek e sulla loro abitudine di vomitare di fronte al posto dove lavora mia madre. E Annamaria Franzoni? Se hai un figlio di troppo e vuoi un santo in famiglia basta dare l’infante alla lacrimevole assassinare et voilà, capre, cavoli e lupi, tutti contenti a modo loro. Mica cazzi. Un po’ come le mug di Elvis made in china in edizione limitata, con tanto di numero stampato e certificato di garanzia. Mica cazzi. Sono cose che domani acquistano un valore, cimeli di famiglia. Mica cazzi. Come tutte le carte a numero limitato l’elemento che contraddistingue questa serie è l’alta qualità, l’interesse per i particolari, il packaging accattivante. Come ho ottenuto questo prezioso santino? Da mia cugina mongoloide ovviamente. Non è solo andata con tutta la sua famiglia pseudonormale al funerale per incontrare altre famiglie pseudonormali e scambiarsi commenti su come il mondo non sia più quello di una volta e magari farsi incorniciare dal nero mirino di Tv Parma con quel nuovo cappotto comprato in saldo che snellisce tanto i fianchi. No. Non si è limitata ad andare alla cazzo di fiaccolata in onore del bambino cercando disperatamente di sfoggiare nuovi luoghi comuni, nuovi cappotti e nuove lacrime da sputare in occasione del discorso del parroco che ringrazia i fedeli della partecipazione, dei genitori che ringraziano il parroco, della proloco che ringrazia l’assassino per la botta di vita che ha dato alla città. No. Non solo è andata in pellegrinaggio nel posto dove quel povero bambino si è preso una vangata in testa, ha vomitato un buon litro di sangue con il cervello che faceva cucù dalla faccia, ha rantolato ancora per una buona oretta per poi finalmente morire abbracciato dal freddo delle rive dell'Enza. No. Ha fatto pure un paio di foto, cercando non so quale dettaglio come un cazzo di detective di C.S.I. Las Vegas. No. E’ andata a prendere questo fottuto santino limited version in non so quale buco, strappandolo dalle legnose mani di vecchie annoiate, da rapaci artigli ipocriti e tentacoli di politicanti al loro primo funerale pubblico. Ha messo in casa il suo prezioso tesoro, sempre in bella vista, sopra la tv, sospeso ad un portaspezie da rigattiere, in attesa che l’annoiato occhio di qualcuno cada sulla plastica arrotondata ai bordi e, stancamente, bofonchi qualche frase come “che peccato eh? Poverino …” o “cosa fanno sul 4? C’è Forum?” e poi nulla più. - Giochiamocela a biglie. - No. - A morra? - No. - Cosa vuoi allora? Un Papa Giovanni? - Naaaaaaa quello ce l’hanno tutti! Onofri è molto raro, dammi almeno due Samuele. Con questa grande moda del funerale perfetto, dei ricordi da dare ai sopravvissuti alla propria stessa vita, dell’assoluta necessità, dell’ossessione di disperdersi; con tutte queste stronzate da uomo post-post-moderno c’è un mercato che solo pochi sanno vedere. La parola chiave è book. Vai in giro per le case e presenti a vecchi in odor d’arrivo, giovani malati di cancro e aspiranti suicidi con una splendida collezione di fotografie-santini-carte da gioco plastificate alla perfezione e incorniciate su misura. Lamette, teschi e stelline per il giovane che si è tagliato i polsi, sul retro un pezzo dei Linkin Park. Santi, Vergini e Papi per vecchi morti di vita, spenti da sé stessi. Cornici semplici, marmoree, dorate per il morto ateo, sul retro frasi di scienziati eminenti, mangiapreti o poesiola da bacio perugina. Modalità grande fratello, con bordi a mò di obbiettivo fotografico per la stella tv appassita, l’amante del palinsesto, l’usciere di Cologno Monzese. E poi ancora meglio: l’album delle figurine collezionabili, scambiabili ed in edizione limitata. Immaginate lo scompiglio nelle edicole e nei negozi specializzati con la morte di Biagi, la ragazza dell’Umbria, Guido Nicheli. Un ciccionissimo e sorridente Pavarotti, quasi un pinguino deforme, che urla “Vinceròòòò”, “Non ho evaso il fisco”, “E’ un cancro”. Gigi Sabani con giunture snodabili con occhi che si illuminano al buio ed un microchip che rileva il movimento circostante rendendolo capace di vomitare pessime imitazioni di personaggi più o meno noti: “Ehilà amici ascoltatori, allegria!”, “State bboni”, “Mi consenta”. Vai in edicola con i soldi rubati dalla borsetta di nonna e giù a dar la possibilità di pagare le rate di una pessima auto finto-ricca ad un pessimo commerciante che ricambierà con un pessimo ghigno di gratitudine. Bambino della nuova era: minaccia di dare più attenzioni a tua madre separata per avere le carte collezionabili dei morti! Bambina: allarma i genitori con un accenno di puttanaggine per avere un nuovo pacchetto di carte collezionabili dei morti! Mamma, Papà: se non volete che la vostra separazione sia uno choc eterno per le vostre povere creature comprate a iosa le carte collezionabili dei morti! Fallito trentenne: uccidi quell’inutile scrofa paraplegica di tua madre e rubale ogni avere per dare un senso alla tua vita con le cartecollezionabili dei morti! (la nostra società declina ogni responsabilità per furto-omicidio-truffa assicurativa perpetrata al fine di acquistare le CARTE COLLEZIONABILI DEI MORTI, non invitiamo nessuno a seguire i nostri consigli né quelli di nessun altro. Dio non esiste. Adorate il grande idolo serpente. Aut. Min. ric.) E via così. Senza offesa eh bambino morto?! Ma qualcuno scambia un Tommy con un Biagi? Giochiamocela a biglie. ----------------------------------------------Edit------------------------------------------------------
Una saint-maker per eccellenza!




Aut. Min. Ric.
Wrote in mondo reale, acide riflessioni
commenti (76)
Come un begatino con le ali di carta stagnola
sabato, 06 ottobre 2007, 00:58
Questo post è stato prima esaminato e poi suggerito dal mio caro compagno di studio P. Grazie per avermi dato la possibilità di aggiornare il mio blog. ================================= DISCLAIMER: Caro amico/a che provieni dalla vita reale, se ti senti offeso/a dalle situazioni qui raccontate non è colpa di nessuno; prendo ispirazione da ciò che mi sta intorno e, come tu ben sai, viviamo in un mondo popolato da persone orrende, me ed il mio spirito d’osservazione sopra tutti. Ridi con me quindi, è l’unico modo per venirne fuori. Se vuoi offenderti, beh, non so che dirti. Qui si generalizza e si punta al pessimo per puro gusto di fare snorkeling nella merda umana. =================================
Che succede, in realtà quando una coppia “storica” si divide?
Pianti, lacrime, tradimenti svelati, rinfacciamenti vari, qualche porta sbattuta e magari un paio di schiaffi volanti a metà muso.
Quello che voglio approfondire con questo intervento non è il prima ma il dopo, quel periodo bianco in cui succede un po’ si tutto, durante il quale ogni cosa vale, un po’ come a Carnevale ma con molte, molte più maschere ridicole.
E’ necessario operare una discriminazione fra le diverse donne che si ritrovano sole dopo un rapporto degno di essere chiamato tale.
Il destino per la nostra regina di cuori è più che mai roseo: con questo stratagemma della liana avrà una vita costantemente occupata da badanti sottopagati, sottoscopati e, soprattutto assunti con contratto co.co.pro.
3) Per dover di sintesi passiamo infine alla terza tipologia di donna “sola”, questa ultima per circostanza ma non per pericolosità è il mocassino acquatico del mollamento, la sposa in giallo che non vuole vendere Puma onestamente inguardabili né abitare i sogni erotici di ogni feticista, questa monaca di Monza di noatri vuole spargere il suo “profumo”.
Ecco, questo termine che in apparenza può sembrare vuoto e privo di un contesto in realtà è la perfetta sintesi di quello che succede quando una donna sola, mediamente carina, con una basilare conoscenza della lingua parlata e praticata decide che è il momento delle decisioni irrevocabili: uscire in una compagnia di soli maschi.
Una volta presa questa decisione non serve certo un’alleanza con la Germania nazionalista per mandare tutto a puttane: la donna in questione diventa il centro caldo e succoso di un mondo di valletti, autisti ed apprendisti psicologi attentissimi a disagi interiori, pianti e depilazioni del pube dell’interessata.
E’ l’effetto “corte dei miracoli” che tanto si teme in ogni società evoluta: il totale servilismo volontario di un gruppo di uomini nei confronti di una donna-dea a loro superiore sotto ogni punto di vista.
Non per smerdare l’impresa di Ulisse ma i Proci, oltre ad essere vittime di un increscioso gioco di parole, non mi sono mai sembrati delle aquile sotto il punto di vista dell’iniziativa personale o della guerriglia psicologica.
E’ appunto questo di cui intendo parlare e su cui mi intendo soffermare: la disperata, comica, drammatica, inutile vita attorno ad una donna sola ed in cerca (ma con tutta la calma del mondo) del prossimo principe azzurro.
La storia è sempre quella: esistono gruppi di maschi che, più per necessità che per virtù, creano una piccola società primitiva basata su sfottò, bevute, divertenti serate passate a guardare le ragazze degli altri o a guastarsi gli occhi con giochi multimediali per console o semplici passatempi manuali old school.
In tutta questa devastazione giunge dal deserto, a passo lento e cadenzato, una ragazza che ha deciso, indipendentemente dalla volontà dei singoli individui, di diventare non solo membro ma fulcro vitale di quel consorzio umano.
E così, timidamente, la nostra donna mette in mostra tutto ciò che Satana le ha donato: un paio di occhi, due gambe della stessa lunghezza, due seni quasi identici fra loro e, stando alle leggende, una vagina totalmente funzionante, come quelle di internet.
L’uomo, nella sua integrità morale e nel suo disperato bisogno di riprodurre la sua specie, non può rimanere indifferente a tutto questo e lotta per avere il boccone migliore con ogni mezzo lecito a sua disposizione.
Questa guerra per l’amor cortese avrebbe anche risvolti vagamente romantici se non fossero finite almeno 3 o 4 epoche d’oro dell’umanità; l’unica cosa che rimane quindi al maschio moderno è la mimesi.
Non ditemi che avete assistito a qualcosa di peggiore perché la decapitazione di un reporter per mano di un paio di talebani incazzati è un crimine sicuramente meno degradante rispetto alla totale, assoluta, indiscriminata e irreversibile perdita di personalità e anima per concupire una donna.
LA donna.
L’UNICA ED ASSOLUTA DONNA.
Fino a che, ovviamente, non arriverà un’altra creatura delle sabbie da depredare.
So che fra di voi si annida qualche poetastro dell’ultim’ora che freme alla possibilità di sciorinare frasi come “è il dominio dei sensi sulla carne e lo spirito”, “per amore si fa tutto, anche la cosa più abbietta e comunque rimane tutto un grande e bellissimo balletto”; non diciamo cazzate.
Nessuna frase ad effetto potrà salvare la realtà dei fatti, nessun poeta russo potrà giustificare con il suo stupido suicidio tutto ciò, niente di niente può minimamente ridimensionare questa eutanasia di coglioni, anima e cervello.
E così un buon osservatore riesce ad assistere alla corsa degli ormoni verso quel monte spugnoso e giallognolo che assicurerà ad un missile fortunato la possibilità di mandare a fare in culo la propria sorgente una quindicina d’anni dopo il fattaccio.
Quello che riesce a vedere una persona in una situazione come questa ha del meraviglioso; se, per una coincidenza assolutamente fortuita, alla radio si sente un pezzo di Chopin allora eccolo, pronto e scattante, decantare la sua immensa conoscenza del repertorio classico.
E poco importa se nel frattempo si dicono assurdità come: “Ah per me Scioppèn è uno dei più grandi violinisti parigini di tutti i tempi” o “Sarebbe fantastico andare alla Scala di Milano per un concerto di Scioppèn”.
O anche, parlando distrattamente di musica: “oh ma non sarebbe bello andare a sentire i GruppoCheNonSiInculaNessunoECheHoCitatoPerFareIlFigo? Ho sentito che fanno un concerto a Detroit fra 20 giorni, che dite? Prenoto un biglietto low cost? Tanto che ci vuole?”
Arte figurativa: “Ah si, la natura intrinseca di questo quadro mi ricorda l’ultima cena di Giotto, la pennellata, la profondità del colore, è tutto molto espressionista con un accenno di tardogotico e solo una spruzzata di ermetismo”.
Ecco un’altra caratteristica del nostro uomo: la tuttologia e l’assoluta mancanza di aderenza alla realtà.
Come il buon Fantozzi dell’omonimo film il nostro uomo medio tenta di darsi un valore gonfiando ogni concetto ben oltre la normale soglia di tollerabilità, inanella talmente tante cazzate consecutive da far sfigurare Sonic.
Nel tentativo di sembrare edotto nell’argomento in questione il nostro rilancia, duplicando, triplicando ogni posta in gioco; è così che ogni frase si trasforma in una bomba a grappolo di merdate irrealizzabili, è quindi assolutamente normale assistere a pianificazioni nel dettaglio per un corso di sopravvivenza nei boschi, crociere in altissima stagione per le isole del Pacifico, pellegrinaggi alla scoperta di sé stessi, tour alla ricerca delle ossa di Santa Rugginella da Gubbio.
Mi dispiace ma la cosa non finisce qui, il tratto principe del nostro eroe sta appunto nella sua assoluta capacità mimetica, un dono ricevuto da Dio che gli permette non solo di sembrare una persona diversa ma di DIVENTARE UN’ALTRA PERSONA in poche, semplici, mosse.
E’ in questa fase che il sublime tentativo di trombare dell’uomo medio raggiunge il suo massimo dimenticando, una volta per tutte, le ultime vestigia di morale e dignità.
E’ quella lama invisibile che divide il bozzo dalla farfalla a fare la differenza fra un begatino ed uno degli esseri più belli in natura; perché nel nostro caso le cose dovrebbero essere diverse?
In un parossismo di annullamento ho visto persone acquistare, per quanto possa sembrare assurdo, personalità: la comparsa nella propria vita diventa improvvisamente appassionato di teatro, il grigio impiegato informatico gradisce d’un tratto l’origami, il triste e depresso fallito figlio di papà e mamma trova un lavoro di cui lamentarsi nei weekend.
Se la tipa è interessata di fotografia giù di foto assurde e rigorosamente in bianco e nero.
Se la tipa è interessata alla letteratura giù di libroni russi e pastoni bignameschi sul best of degli ultimi due secoli di produzione.
E così nascono blog per dimostrare, ostentare.
E così si diffondono pezzi orrendi, foto inguardabili, canzoni improponibili.
Nel suo salto mortale l’equilibrista dimentica il suo contatto col suolo e, fino a che Dio vorrà, rimarrà lì, sospeso nel nulla credendosi la più nuova creatura del Creato.
Fino a che Dio vorrà.
O fino a che la tizia non glielà mollerà.
Una delle due, vedete un po’ voi.
C.W.
P.S.: Non ho trovato nessuna immagine adeguata al contesto ma sono sicuro che mi saprete suggerire qualcosa postandolo nei commenti, altrimenti beh, ci metto un paio di tette e siamo tutti contenti!
Wrote in mondo reale, acide riflessioni
commenti (69)
lunedì, 01 ottobre 2007, 11:23
Ecco si, salve, buongiorno genltemen.
Per vostra informazione sto scrivendo un post piuttosto acido sui problemi di coppia nel mondo d'oggi che vedrete pubblicato a breve, come la mia stupida vita me lo permetterà.
Intanto mi sono reso conto che ho sbagliato molto nella mia vita, in particolar modo per quanto riguarda il blog.
Perché cerco argomenti interessanti?
Perché tento di creare un dialogo, una polemica, un confronto?
Perché non pubblico foto di culi in bianco e nero spacciandoli per arte?
Perché non racconto solo i cazzi miei?
Perché non copio testi di canzoni, film e libri per elevarmi culturalmente?
Perché non invoco il potere delle fate, degli angeli, dei tarocchi, delle nonne morte, delle nuvole e di tutte queste stronzate?
Non lo so.
L'unica certezza è che il Joker esiste.
Ed ha un blog.

almetta.splinder.com/
willafoto.splinder.com/
sapana.splinder.com/
sognoxnotte.splinder.com/
A presto signori, con nuove, divertenti, fantasmagoriche, avventure del vostro eroe.
Sinceramente e con immutata stima
C.W.
==============
EDIT:

(ho bisogno di un nuovo hobby)
Wrote in mondo di internet
commenti (33)
La mia piccola vecchia signora
lunedì, 13 agosto 2007, 14:54
A volte tutto il casino del vivere è solo questione d’aritmetica: modulistica e tempistica uniti in un’unica combinazione spermale, scintille di vita in un abisso di perché, come, quando ed altre piagnucolose domande tipiche dell’essere umano. A volte tutto questo è solo questione di orari che si incrociano, menefreghismo e filosofia da fine impero; persone di carta crespa che ti guardano con i loro occhietti di bottone mentre prendi sempre lo stesso autobus, sempre con loro; tutto perfettamente uguale. Uguale a cosa? A tutto. Niente di speciale, davvero, è solo una vecchia striscia di mattoni e asfalto di cui non so nulla di preciso; quattro vecchi santi patroni perdono le loro lacrime nero smog nell’indifferenza del cantiere mafioso che prospera sulle rive del fiume, ogni tanto qualcuno sbanda, investe qualche immigrato ma nulla di che, niente per cui valga la pena scomodare la stampa locale. In questa frazione d’acceleratore, nel tempo di una bestemmia per un sorpasso o per il cambio di stazione alla radio, in questa porzione di qui e ora vive una vecchia signora triste. Non un saluto, nemmeno un cenno, neanche un piccolo gesto del mento per confermare la presenza dell’altro nel rispettivo campo visivo, niente di niente insomma. Nonostante questo noi avevamo il nostro appuntamento giornaliero, io e la vecchia signora triste. Sapete, ho un debole per gli anziani con un certo fascino, con quel loro modo di vedere le cose da una certa distanza, con quella disarmante accettazione del mondo e dei suoi componenti; con quella luce negli occhi da partigiano, mondina, operaio, kapò. Come ho già detto in precedenza adoro le persone con un piano e la mia vecchia signora, lei sì che di piano ne aveva uno. Certo, magari non erano perfettamente rifiniti tutti i contorni del progetto ma sicuramente il suo posto era lì, vedetta e guardiana impassibile di piccoli uomini che si inseguono su un ridicolo circuito nero, ognuno con la sua piccola spider, ognuno con la sua fetta di sogno da carrozziere. Il suo maglioncino, una volta rosso vivo, infeltrito oltre ogni possibile salvezza incorniciava la sua figura pallida, anzi gialla, facendo risaltare la nuvola bianca di capelli afro ed un paio di gioielli di una bigiotteria spazzata via dal tempo. Colpo di scena e sbigottimento. Gli occhi sono diversi, acquosi e di un castano bagnato e diluito, il vestito è perfettamente abbottonato, anche nella prima parte di luglio, a 35 gradi e con un’umidità del 90%; è il classico completo da funerale con tanto di gilet di lanetta, cravatta in tinta, cappello a falda larga e scarpe nere per le grandi occasioni. Il vecchio stoico mi ha guardato con quella dignità e quel distacco assoluto, con la noncuranza dei barboni anziani e dei poeti in punto di morte, mi ha guardato dritto negli occhi e con quello che credo volesse essere un sorriso mi ha salutato con un atomico cenno del capo. Ero così stupito da tutta la situazione che ho fatto proprio la figura del giovane sbruffone che non conosce le buone maniere, volevo ricambiare, magari con un saluto gentile ed un sorriso ampio e cordiale ma le macchine dietro suonavano e dovevo andarmene dal mio piccolo acquario personale, tutto qui, dovevo andarmene, il mio tempo l’avevo avuto. La vecchia signora non c’è più, la porta e le finestre sono sbarrate, nessuna ciotola per gatti, nessun segno di vita. Pensando a questo, quasi giornalmente, imbocco la tangenziale esterna e, fra una traccia di un cd e l’altra, fra una bestemmia ed una accelerata, fuori non c’è nulla da vedere.
"Eternity"
Volto di donna anziana naturalmente impresso nella roccia.
Esposto al China Rare Stone Expo a Beijing.
Come in un finale triste di un film già visto, di una canzone già cantata, ora, con settembre alle porte, sento il freddo dell’inverno in un futuro poco distante e immagino come avrebbe reagito la mia vecchia signora ad una nevicata, fra quei fiocchi d’avena allo yogurt che planano coprendo tutto, imponendo la propria presenza con tirannica arroganza.
C.W.
Wrote in personale
commenti (80)
°Chi Sono°
Salve gentlemen, sono un nerd che ha deciso di strappare la propria piccolissima fetta di notorietà scrivendo sciocchezze qualunquiste; uno scrittore in erba alla soglia dei 25 ed un aspirante uomo invisibile che riversa acido che pochi leggono.
°Archivio°
oggi
settembre 2009
agosto 2009
aprile 2009
gennaio 2009
settembre 2008
luglio 2008
novembre 2007
ottobre 2007
agosto 2007
giugno 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
°Commenti Recenti°
utente anonimo in Even the Internet ha...
Ares79 in Even the Internet ha...
ChesterWilliams in Chiavi di accesso
utente anonimo in Chiavi di accesso
ChesterWilliams in Even the Internet ha...
utente anonimo in Even the Internet ha...
ChesterWilliams in Even the Internet ha...
SaraPavel in Even the Internet ha...
Lario3 in Even the Internet ha...
Lario3 in Even the Internet ha...
°Per ora siamo a...°
*loading* visitatori!
°Roba dalla rete°
BLOG: Adomb
BLOG: Ares 79
BLOG: Ashtadina
BLOG: Barbara23
BLOG: Beneselve
BLOG: Beniiii
BLOG: Caterinapin
BLOG: Coprofilo
BLOG: Emmart
BLOG: Film Garage
BLOG: Giacominolosi
BLOG: Gnulo
BLOG: Goodnightmoon88
BLOG: Macca
BLOG: MagicaDoremì
BLOG: Malascrittura
BLOG: Nalkila
BLOG: NazistComunist
BLOG: Novecento
BLOG: Poe91
BLOG: Poetapunk
BLOG: Sara Pavel
BLOG: Siria04
BLOG: Sofyshokking
BLOG: Starlight 87
BLOG: Tekki
BLOG: There
BLOG: Viola
BLOG: Wrong Celebrity
Darwin Awards
FUMETTO: Omino della matematica
FUMETTO: Perry Bible Fellow
FUMETTO: Super Elena
FUMETTO: The order of the stick
Il link da non visitare
MUSICA: The Ducklings
RACCONTI: Keiko
°Banner°

Tutto lo schifo pubblicato su questo blog è protetto da una Licenza Creative Commons non fate gli stronzi!
°Credits°
Template: SaraDJ
Immagini: Google
Brushes: Moargh.de
Annika Von Holdt
MissM
Hosting: Altervista; ImageShack; Splinder